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Proroga blocco sfratti 2015, Unione Inquilini: inorriditi dal cinismo di Lupi

Il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi ha risposto in un question time della Camera, sulla mancata proroga del blocco degli sfratti, assicurando che "il problema riguarda solo 2mila famiglie" e che può essere risolto attingendo dal Fondo degli affitti. Walter De Cesaris, segretario nazionale Unione Inquilini, denuncia: "Le misure millantate da Lupi sono del tutto inadeguate, si rimane inorriditi dal cinismo con il quale il Ministro continua a snocciolare cifre frutto di funambolici arrampicamenti sugli specchi".

Questo pomeriggio ha avuto luogo lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, tra le quali la richiesta di chiarimenti in merito alla mancata proroga del blocco degli sfratti per finita locazione da parte della deputata Marisa Nicchi di Sinistra ecologia e libertà. La parlamentare di Sel ricorda che "ogni giorno in Italia ci sono 140 sfratti eseguiti con la forza pubblica, riguardano una famiglia su quattro, ma il decreto-legge Milleproroghe non prevede alcuna proroga del blocco degli sfratti scaduti a questo fine anno. - aggiungendo - Il 70% delle famiglie che sono coinvolte da questi sfratti avrebbero quei requisiti di reddito e sociali che la legge prevede per avere la proroga: famiglie con reddito annuo lordo complessivo familiare inferiore a 27mila euro, famiglie in cui ci sono bambini, handicappati e invalidi". A rispondere sul perché della mancata proroga del blocco degli sfratti 2015 è stato il Ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, che ribadisce che tale problema "riguarda 2 mila casi specifici". Lupi prosegue: "Il Governo lo scorso anno aveva dato la proroga per questi casi proprio perché nel frattempo stavano entrando in vigore prima il «decreto casa» e poi la legge sul «Piano casa» nel maggio del 2014 per permettere finalmente, non di avere un alibi, ma di affrontare in maniera chiara e precisa il disagio abitativo. - ed aggiunge - Come? Non attraverso la proroga degli sfratti, perché non è quello lo strumento per affrontarlo".

Il ministro delle Infrastrutture rivendica quindi il fatto che il governo avrebbe "messo a disposizione delle Regioni e dei Comuni 2 miliardi e 600 milioni per affrontare complessivamente il problema", anticipando che tra le altre soluzioni c'è quella di "chiedere ai proprietari di casa e a coloro che posseggono case che sono sfitte di aiutarci a risolvere il disagio abitativo e di metterle in affitto". Maurizio Lupi sottolinea quindi che "è evidente che una proroga degli sfratti inquinerebbe in questo momento un'azione che, nel solo 2014 e nel solo 2013, ha avuto un grande effetto. - precisando - Aver messo l'aliquota al 10% e prima al 15% per chi dà in afflitto la propria casa a canone concordato, ha avuto - dati del Ministero dell'economia e delle finanze e dell'Agenzia delle Entrate - un effetto clamoroso. Abbiamo avuto 200mila persone e famiglie proprietarie di case, che hanno messo la loro casa in affitto" anche perché "hai una certezza: quando è finita la locazione, quando è scaduto il tuo contratto, rientrerai in possesso della tua casa".

Il ministro quindi conclude: "Per quelle 2mila famiglie siamo disponibili - lo abbiamo detto ai Comuni - ad entrare nel merito, non attraverso uno strumento che non risolve il problema, ma eventualmente attraverso strumenti amministrativi, se servono delle risorse specifiche per quelle 2mila famiglie. - assicurando - Individueremo le 2mila famiglie, ma evitiamo di intervenire con provvedimenti - ed è un appello che faccio al Parlamento - che sono incostituzionali e che quindi non possono essere fatti". Rispondendo ad una seconda interrogazione, Lupi aggiunge poi come il Fondo degli affitti sia aumentato a 200 milioni di euro e che "può essere esattamente usato dai Comuni per risolvere il problema di quelle 2mila famiglie", rammentando anche l'istituzione di 266 milioni di euro per il Fondo morosità incolpevole.

Walter De Cesaris, segretario nazionale Unione Inquilini, pur ammettendo che "le proroghe sono delle toppe che non risolvono i problemi ma li rimandano, mantenendo la precarietà abitativa" sottolinea: "Ma, se l’alternativa, è buttare sulla strada famiglie povere con gravi disagi familiari (anziani, malati terminali, portatori di handicap, nuclei con minori) allora la proroga è del tutto necessaria e il Parlamento deve riparare al disastro che può produrre la decisione di non rinnovarla da parte del governo". In una nota, il segretario nazionale Unione Inquilini entra quindi nel merito della risposta fornita da Maurizio Lupi al question time della Camera, denunciando: "Si rimane inorriditi dal cinismo con il quale il Ministro continua a snocciolare cifre frutto di funambolici arrampicamenti sugli specchi a riguardo di interventi che il governo avrebbe messo in campo". Walter De Cesaris ricorda infatti che le cifre dei due Fondi citati dal Ministro non corrispondono a "stanziamenti annuali" ma sono "pluriennali", chiarendo: "Il fondo sociale affitti ha una platea di aventi diritto di almeno 400mila famiglie, per un totale pro capite medio di circa 20 euro al mese. Il fondo per la morosità incolpevole, per il numero degli aventi diritto coinvolti, prevede un contributo medio ancora minore", Inoltre, l'Unione Inquilini chiarisce che "il fondo sociale aiuta, per quello che può, le famiglie in difficoltà a pagare l'affitto e non ha alcuna incidenza rispetto a sfratti già emessi ed esecutivi a carico di nuclei familiari sfrattati per la semplice finita locazione e che, pertanto, il canone lo hanno sempre pagato e continuano a farlo".

Proprio per questo motivo, De Cesaris considera "grave l'affermazione fatta in Aula alla Camera quando il Ministro Lupi ha dichiarato che i 100 milioni di euro stanziati per il contributo affitto potranno essere utilizzati per dare case alle famiglie con sfratto per finita locazione". Infine, l'Unione Inquilini lamenta il fatto che "non è stato ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che definisce i criteri di utilizzo degli stanziamenti previsti" per la ristrutturazione delle case popolari nonostante "lo scorso 18 dicembre 2014 sulla ripartizione dei fondi è stata sancita l'intesa con le Regioni e i Comuni". Walter De Cesaris conclude: "Le misure millantate dal Ministro, quindi, sono del tutto inadeguate ad affrontare il problema di sfratti ai danni di anziani, malati terminali, famiglie con minori e malati terminali e non sono neanche immediatamente eseguibili. - facendo notare - Se poi i casi sarebbero solo 2000, non si capisce proprio il perché di tanta ostinazione e protervia contro una parte così specifica e limitata di famiglie in difficoltà".

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