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Proroga blocco sfratti 2015, Unione Inquilini a Prefetto: sospensione di 2 mesi

L'Unione Inquilini prosegue la battaglia per reintrodurre la proroga del blocco degli sfratti per i cittadini più deboli in sede di conversione del decreto Milleproroghe, e al Prefetto di Roma chiede a "sospensione degli sfratti per almeno due mesi" nella Capitale perché "nel Lazio sono in totale circa 4000 le famiglie a rischio di esecuzione forzosa dello sfratto". L'Unione inquilini invita invece il governo alla seria "programmazione di politiche abitative capaci di recuperare attraverso l'esistente almeno 10.000 alloggi pubblici".

L'Unione Inquilini prosegue la battaglia per reintrodurre la proroga del blocco degli sfratti per i cittadini più deboli in sede di conversione del decreto Milleproroghe, inviando anche una lettera al Prefetto di Roma affinché, in attesa di una risposta dalla politica, non venga concessa la forza pubblica per questa tipologia di sfratti, ai danni di famiglie con redditi complessivi inferiori ai 29mila euro lordi e in presenza di anziani, minori, portatori di handicap gravi o malati terminali. Inoltre, questa mattina, l'Unione Inquilini di Roma e Lazio ha chiesto al Prefetto anche la "sospensione degli sfratti per almeno due mesi" nella Capitale. All'incontro con il Prefetto erano presenti anche il Consigliere comunale Gianluca Peciola di Sel, i rappresentanti del Prc e di Sel, nonché alcuni sfrattati per finita locazione già soggetti a proroga. Come viene riportato in una nota, all'uscita Guido Lanciano, Segretario dell’Unione Inquilini di Roma e Lazio, dichiara: "Oggi abbiamo consegnato al Prefetto di Roma la lettera con la quale chiediamo la sospensione degli sfratti a Roma per almeno due mesi. Questo allo scopo di consentire al Parlamento di emendare il decreto Milleproroghe e reinserire cosi la proroga per le famiglie in grave disagio abitativo e in presenza di anziani, portatori di handicap, minori e malati terminali. - precisando - Dalla Prefettura ci è stato comunicato che non esiste nessuna sospensione degli sfratti formale, contrariamente a quanto a dicembre aveva dichiarato l’ex assessore (Daniele) Ozzimo". Lanciano anticipa quindi che "l'Unione Inquilini ha comunicato alla Prefettura che nei prossimi giorni intensificherà i presidi antisfratto e le iniziative nei confronti del Governo al fine di evitare che famiglie in grave disagio abitativo vengano estromessi dalla casa forzosamente", denunciando: "La situazione a Roma a causa della mancata proroga da parte del Governo vede circa 3000 famiglie con sfratto per finita locazione, mentre nel Lazio sono in totale circa 4000 le famiglie a rischio di esecuzione forzosa dello sfratto".

Il segretario dell'Unione Inquilini Roma e Lazio sottolinea inoltre che il governo non può giustificare la mancata proroga del blocco degli sfratti sulla base dei "446 milioni di euro stanziati sul fondo nazionale contributo affitto e sul fondo per la morosità incolpevole" perché questa "cifra è la somma di stanziamenti previsti fino al 2020, quindi assolutamente insufficienti e non certo utili per dare casa alle famiglie con sfratto per finita locazione". Guido Lanciano ricorda ancora che, citando come fonte i dati del Ministero degli Interni, solo a Roma "negli anni dal 2007 al 2013 sono state emanate oltre 10.000 sentenze di sfratto per finita locazione, circa 11.500 in tutto il Lazio, ma le proroghe sono ultra decennali e se anche solo il 20% delle famiglie con sentenza avessero i requisiti per la proroga nel solo periodo citato oltre 2000 famiglie solo a Roma rischiano di andare per strada". L'Unione inquilini di Roma e Lazio avverte quindi che "la questione casa a Roma non può subire un ulteriore aggravamento con gli sfratti per finita locazione che andrebbero a sommarsi a quelli per morosità", chiarendo che "è necessario provvedere ad una proroga congrua e alla programmazione di politiche abitative capaci di recuperare attraverso l’esistente almeno 10.000 alloggi pubblici" poiché "solo cosi si può pensare di superare il ricorso a proroghe che da sole rappresentano il fallimento delle politiche abitative attuate fino ad oggi ma non certo il diritto alla casa". Per questi motivi, Lanciano auspica che "il Prefetto, il Sindaco e l’Assessore alla casa" affrontino "questa situazione con azioni concrete, quali ad esempio la convocazione immediata del comitato per l’ordine e la sicurezza e decidere la sospensione degli sfratti".

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