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Milleproroghe 2015, Unione Inquilini: non c'è alcun blocco sfratti di 4 mesi

Tra le modifiche al decreto Milleproroghe 2015 è stata inserita anche quella che è stata definita una sorta di "mini-proroga" per 4 mesi del blocco degli sfratti. La segreteria nazionale dell'Unione Inquilini chiarisce però che l'emendamento approvato in realtà non provede alcun blocco degli sfratti perché "i soggetti interessati devono rivolgere una istanza (onerosa) al giudice che ha facoltà di disporre o negare una sospensione fino al limite di 4 mesi". Attualmente, quindi, le famiglie coinvolte "sono scoperte da qualsiasi salvaguardia e tutela".

Tra le modifiche al decreto Milleproroghe 2015, che attende il via libera dell'Aula, è stata inserita anche quella che è stata definita una sorta di "mini-proroga" per 4 mesi del blocco degli sfratti. Il Milleproroghe 2015 prevede infatti che il giudice possa "disporre la sospensione dell'esecuzione" dello sfratto "fino al centoventesimo giorno dall'entrata in vigore della legge di conversione" per consentire il "passaggio da casa a casa".
In merito a tale provvedimento, la segreteria nazionale dell'Unione Inquilini, attraverso una nota, ritiene necessario precisare quanto segue:
- non c'è alcuna proroga degli sfratti di 4 mesi per i nuclei familiari disagiati. I soggetti interessati devono rivolgere una istanza (onerosa) al giudice che ha facoltà di disporre o negare una sospensione fino al limite di 4 mesi, a partire dalla data di conversione in legge del decreto Milleproroghe;
- non è prevista alcuna assegnazione di altro alloggio. L'unica previsione è quella concernente un mero contributo economico, (disponibili solo 25 milioni di euro per il solo 2015 e per l'intero territorio nazionale) di importo non precisato e per il solo 2015, posto che un inquilino anziano, portatore di handicap, malato terminale o in presenza di minori con reddito da 0 a 1.500 euro netti trovi un proprietario che sia disposto a stipulare un contratto di locazione senza alcuna garanzia sulla durata e sull'erogazione efettiva del contributo;
- il tempo di erogazione di tale contributo, essendo conseguenza di una procedura complessa che vede le risorse prima ripartirte tra le regioni, poi assegnate ai comuni, responsabili della predisposizione di bandi, con relative graduatorie, possibilità di ricorsi, ecc. non è assolutamente prevedibile che possa essere concluso nei termini di sospensione decisi dal giudice;
- le famiglie coinvolte (malati terminali, portatori di handicap grave, anziani, nuclei con minori), con sfratto per finita locazione, attualmente sono scoperte da qualsiasi salvaguardia, in quanto il decreto non è ancora convertito in legge.
- rimarranno scoperte da qualsiasi tutela, qualora i tempi di attuazione delle suddette complesse procedure di erogazione dei contributi saranno più lunghe dei tempi stabiliti dal giudice o qualora gli importi corrisposti per il solo 2015, a fronte di nuovi contratti della durata minima di tre anni, non fossero sufficienti o adeguati, come è assolutamente presumibile che sia:
- gli sfratti per finita locazione per famiglie in disagio abitativo continueranno ad essere eseguiti fino a decisione diversa da parte del giudice e comunque almeno fino all'entrata in vigore della legge, presumibilmente i primi di marzo.

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