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Caso Micron, Mosca (PD): mobilità per 419 dipendenti non sta in piedi

Si è svolto questa mattina l'incontro con il Ministro dello Sviluppo Economico e i Segretari Nazionali di Fim-Fiom e Uilm sul "caso Micron". Alessia Mosca, capogruppo PD in Commissione Politiche europee alla Camera, sottolinea come la decisione di Micron di chiedere la mobilità per 419 dipendenti " in mancanza di valide ragioni non sta in piedi".

Si è svolto questa mattina l'incontro con il Ministro dello Sviluppo Economico e i Segretari Nazionali di Fim-Fiom e Uilm sul "caso Micron". Ieri Alessia Mosca, capogruppo PD in Commissione Politiche europee alla Camera sottolineava come sia "quantomeno paradossale la decisione dei vertici di Micron di far comunque avviare la procedura di mobilità per 419 dipendenti nelle sedi italiane", spiegando che "con altri deputati" è stata "scritto, già tempo fa, un documento per chiedere all'azienda e a tutti i soggetti coinvolti di cooperare al fine di preservare l'eccellenza italiana nel know-how che ha permesso a Micron di diventare la grande realtà di oggi". La deputata del PD evidenzia quindi come sul caso Micron si sia "giustamente mossa anche la Commissione europea, nella persona del Commissario Antonio Tajani, sottolineando anche il contributo economico fornito dall'UE, per chiedere di bloccare la procedura di mobilità" e per questo, conclude Alessia Mosca, la decisione di Micron di chiedere la mobilità per 419 dipendenti " in mancanza di valide ragioni non sta in piedi". "Considerata anche la piena disponibilità data dalle istituzioni nazionali e comunitarie, - evidenzia Mosca - è il caso perlomeno di bloccare la procedura, prevista per il 7 aprile, in attesa di trovare soluzioni soddisfacenti per tutti, in primo luogo i lavoratori".

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