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Santoro: 10 euro per un mattone. E conservate la ricevuta!

Michele Santoro chiede a tutti, ma proprio a tutti (amici, conoscenti, parenti e anche i "digiuni" di internet) di donare 10 euro per il Servizio Pubblico. Che non è la Rai ma la sua Associazione. E come se fosse il canone, chiede di conservare la ricevuta.

Michele Santoro sarà di nuovo in onda il 3 novembre con i suoi "Comizi d'amore". Questa volta non su la Rai e neanche su La7, dove la trattativa col conduttore-giornalista è naufragata, e tantomeno su Mediaset. Michele Santoro andrà in onda su internet, su Sky e su alcune tv locali. Anche per questo, pensa forse qualcuno, Santoro non può essere come quel "commerciante tunisino che va con il suo carrettino in piazza per vendere frutta e verdura e quando gli impediscono di vendere i suoi prodotti si dà fuoco", come spiega lui stesso nel video appello in onda su (www.serviziopubblico.it) dove il giornalista chiede "10 euro". "E vi chiedo di aiutarmi a diffondere questa richiesta di dieci euro tra tutti i vostri amici - insiste Michele Santoro - tra tutti i vostri conoscenti, tra tutti i vostri parenti, anche tra coloro che magari non sanno usare internet e ai quali voi dovete fornire le informazioni per fare un bonifico o per fare un conto corrente postale". Sul sito dell'Associazione Servizio Pubblico, infatti, campeggiano in bella vista i banner per le donazioni, affianco all'anteprima dell'intervista fatta a Imane Fadil, una delle ragazze ospiti alle feste di Arcore. Michele Santoro, come un abile uomo marketing, sottolinea "en passant" di "conservare la ricevuta" perché, spiega, "sarà importante". E c'è già chi pensa che forse varrà come "buono" per uno degli spettacoli che Santoro promette di continuare a fare "finché il conflitto d'interessi in questo Paese non sarà definitivamente sepolto", o magari, come ipotizzano i più maliziosi, per una futura tessera di partito. Per adesso Michele Santoro si limita a promuovere quello che dovrebbe essere il vero Servizio Pubblico, perché, sostiene il giornalista, in Italia questo "non esiste". Michele Santoro afferma che ogni 10 euro serviranno a "costruire un pezzettino di televisione", che quindi non avrà "padroni economici e padrini politici". Quasi parafrasando il celebre slogan del 1987 lanciato dal marchio Dash (Missione Bontà) "1000 lire per un mattone", che aveva come testimonial il cantante Adriano Celentano, Michele Santoro promette infatti che quelli che oggi sono diventati 10 euro (probabilmente a causa dell'inflazione) "saranno un mattone di una casa di cui ci sarà un unico padrone, il pubblico, ovvero voi". Perché una informazione senza "padroni", in Italia, sembra che non possa proprio esistere.
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