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Masi: Santoro torna in Rai ma deve trovare un accordo con me

Prima doveva andare in prepensionamento milionario, poi doveva restare ma non lo volevano. Ora sembra che le acque si siano calmate e che Michele Santoro tornerà a settembre in Rai con una sua trasmissione, anche se non dispiacerebbe neanche a Confalonieri.

Prima doveva andare in prepensionamento milionario, poi petizioni e appelli per non "cacciare" Michele Santoro dalla Rai (anche se in realtà il primo accordo prevedeva un programma su Rai 3).
Michele Santoro ne parla in un lungo monologo anche nella sua trasmissione Annozero e alla fine chiedeva al presidente della Rai Paolo Garimberti un pronunciamento chiaro sulla vicenda.
Garimberti gli risponde "adesso Annozero può cominciare", pur sottolineado che Santoro "ha la fortuna di poter scegliere tra due opzioni egualmente remunerative" e che "quel cerino che hai acceso e che tu ora non vuoi più e che ti spaventa tanto, me lo prendo volentieri io e ci metto la faccia".
L'ultima battuta era di Michele Santoro che affermava quindi che sarebbe tornato a settembre.
E infatti dal 23 settembre tornerà con una sua trasmissione, ancora senza titolo. Nel palinsesto presentato dal direttore generale Mauro Masi ai consiglieri Rai compare solo un'indicazione generica, con la scritta "Spazio Santoro" nel riquadro della prima serata del giovedì.
Sembra quindi tutto finito, ma in realtà ora a trattare dovrà essere lo stesso giornalista. Masi infatti afferma che pur sapendo "che esiste una sentenza del giudice che prevede la messa in onda di un programma con Michele Santoro", il conduttore di Annozero è come gli altri un dipendente Rai e "se intende andare in onda alla fine di settembre dovrà essere ora lui a trovare un accordo con me".
Tanto non lo voleva nessuno che persino il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, ammette che "uno che ti fa il 20% ci pensi su tremila volte, poi lo prendi - aggiungendo poi che - "se venisse da noi almeno non farebbe più il martire".
A rivolerlo in tv anche l'avvocato difensore di Silvio Berlusconi, strano a dirsi, che afferma che il programma di Santoro "non va assolutamente chiuso. Andare da Bruno Vespa è piacevole ma da Santoro ci si diverte di più perché è una battaglia".

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