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Femminicidio: Rai dica stop a tv del dolore e inviti più donne, chiede Anzaldi (PD)

"Secondo i dati del Ministero dell'Interno, nel biennio 2013-16 sono 452 le donne uccise da un uomo, un compagno, un parente, un amico. Il governo ha stanziato 12 milioni di euro in un piano antiviolenza, di educazione, a partire dalle scuole, ma la Rai che fa?", spiega in una nota Michele Anzaldi del Partito Democratico.

"Secondo i dati del Ministero dell'Interno - riflette in una nota il deputato PD Michele Anzaldi -, nel biennio 2013-16 sono 452 le donne uccise da un uomo, un compagno, un parente, un amico. Il governo ha stanziato 12 milioni di euro in un piano antiviolenza, di educazione, a partire dalle scuole, ma la Rai che fa? L'Osservatorio di Pavia ha calcolato cento ore di cronaca nera al mese. Molto poco."

"Siamo davanti al consueto martellamento che aggiunge dettagli inutili, testimonianze che descrivono gli assassini come mariti tranquilli e padri affettuosi, domande ripetitive e senza-senso, racconti che vogliono essere poetici e diventano patetici. - aggiunge - Già nel 2008 l'Agcom con una delibera aveva invitato a non trasformare il dolore privato in spettacolo pubblico e a evitare la 'divizzazione' dell'indagato. Giunti purtroppo a questo tragico punto, la Rai dovrebbe chiedersi se sia il caso di andare avanti con la sterile e invadente programmazione della tv del dolore."

"Vorrei partire da un monitoraggio sulla rappresentazione della donna in Tv fatto dalla stessa Rai e dall'Osservatorio di Pavia del gennaio 2015, le donne sono presenti in televisione meno degli uomini, 40%. Vengono invitate più nelle trasmissioni del mattino e del pomeriggio, meno in quelle serali; più in quelle di servizio e intrattenimento che in quelle dove si decide, si discute ci si confronta sulla politica, sulla società e sul futuro. - riferisce - Le donne sono solo il 32% degli ospiti chiamati ad intervenire. E sono ancora ritratte in modo stereotipato nel 13% dei programmi."

"Forse la tv pubblica dovrebbe pensare di offrire più spazio alle donne che lavorano, studiano, pensano, leggono, decidono, fanno politica attiva, fanno impresa, insomma hanno un potere forte e determinante in questa società. - conclude il parlamentare - Insomma, la Rai, dovrebbe mostrare in tv le alte competenze che alcune donne, in diversi campi del mondo vero, hanno conquistato con fatica e sacrifici. Mi aspetto, anzi ci aspettiamo questo tipo di programmazione in una Rai presieduta da una giovane e preparata giornalista come la dottoressa Monica Maggioni."

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