le notizie che fanno testo, dal 2010

Brambilla: mai detto di abolire il Palio di Siena

Dietrofront del Ministro del Turismo Brambilla dopo le polemiche scoppiate in seguito ad una sua dichiarazione che prendeva in considerazione l'abolizione del Palio di Siena. In molti a difendere al competizione, "evento ricco di sana cultura popolare" come afferma Gasparri.

Dietrofront del Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla dopo le polemiche scoppiate in seguito ad una sua dichiarazione che prendeva in considerazione l'abolizione del Palio di Siena. La Brambilla ci tiene a sottolineare che non ha proposto "l'abolizione di alcuna manifestazione, né tantomeno del palio di Siena, tradizione molto celebrata e sulla quale non ho espresso alcun giudizio".
Tutto è cominciato durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi, quando la Brambilla parla di tutte quelle manifestazioni che sfruttano e maltrattano gli animali aggiungendo poi che "se la Catalogna rinuncia alla Corrida anche noi possiamo rinunciare a qualche palio che danneggia l'immagine dell'Italia e del made in Italy. Occorre valutare tutti i Palii, anche quello di Siena".
Manco a dirlo che dal sindaco di Siena a vari rappresentanti del PdL si è alzato un coro contro tali dichiarazioni. Per Maurizio Gasparri il Palio di Siena è "un evento ricco di tradizione e di sana cultura popolare" mentre altri del PdL attribuiscono al caldo o alla "scarsa conoscenza della storia e delle tradizioni italiane" l'uscita della Brambilla.
La reazione più dura, naturalmente, è arrivata dal sindaco di Siena Maurizio Cenni che ritiene "incredibili" le dichiarazioni del Ministro, anche perché "del tutto priva di fondamenti" reputando quanto detto "una vergogna per il nostro Paese e un attacco a tutta la nostra città".
Stando alle reazioni il Palio di Siena rimarrà sicuramente in vigore, nonostante siano molte, e non da oggi, le proteste di varie associazioni animaliste contro tale manifestazione. Non sono infatti pochi gli incidenti durante la competizione, e a rimetterci di più sono sempre stati i cavalli, tanto che "nei secoli precedenti una antica regola, praticata fino in tempi recenti, permetteva alla contrada vincitrice di potersi impossessare e macellare i cavalli che rimanevano irrimediabilmente azzoppati in incidenti - come si legge su Wikipedia - infliggendo una pesante umiliazione alla contrada che aveva perduto il cavallo".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: