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Michael Jackson: documenti choc sono solo "squallido click-baiting"

Non c'è pace per Michael Jackson, nemmeno a 7 anni dalla sua morte. Il sito Radaronline pubblica un rapporto che conterrebbe documenti documenti choc su Michael Jackson nel suo Neverland Ranch. Ma la famiglia di Michael Jackson parla di uno "squallido 'click-baiting' su internet".

Non c'è pace per Michael Jackson, nemmeno a 7 anni dalla sua morte. Anzi, proprio in occasione dell'anniversario della sua scomparsa, avvenuta il 25 giugno 2009 per una orverdose di Propofol, c'è chi starebbe tentando di speculare questa volta non sulla morte ma sulla vita di Michael Jackson. Sembrava ormai chiusa, con l'assoluzione di Michael Jackson, la vicenda che portò nel 2003 la polizia di Santa Barbara a sequestrare il Neverland Ranch e spedire al cantante un mandato d'arresto per abusi sessuali su minori. Invece il sito Radaronline pubblica un rapporto che sostiene proviene dal Dipartimento dello sceriffo di Santa Barbara, nel quale sarebbero nascoste le prove della "depravazione" di Michael Jackson. Il Radaronline parla di "immagini di pornografia, e tortura animale" ma anche "foto e video di uomini, donne, ragazzi e ragazze in posizioni perverse" e "farmaci per il trattamento dalla dipendenza dal sesso". Tutto questo, secondo una fonte del Radaronline, sarebbe stato utilizzato da Michael Jackson per "piegare i bambini alla sua volontà". La stessa fonte sostiene anche di aver visto in questi documenti choc "immagini disgustose e assolutamente scioccanti di torture ad un bambino, di nudi di adulti e bambini, e di sesso femminile bondage e sadomaso".

Al Los Angeles Times e al Billboard però il portavoce della polizia ha precisato che anche se alcuni dei documenti "sembrano essere le copie dei rapporti che sono stati redatti dall'ufficio dello sceriffo" questi sono "intervallati da contenuti che sembrano essere stati ottenuti via internet o attraverso fonti sconosciute". In sostanza, non tutto il report sarebbe originale ma bensì manipolato. La polizia chiarisce infine che "l'ufficio dello sceriffo aveva reso disponibile tutti i suoi rapporti e le fotografie sia all'accusa che alla difesa in occasione del processo del 2005", quando Michael Jackson fu dichiarato innocente. La famiglia del cantante denuncia quindi il fatto che i media "continuano a sfruttare vergognosamente Michael attraverso uno squallido 'click-baiting' su internet".

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