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Messico: con il corto Fratello Narco il perdono in mezzo a violenza

Presentato a Città del Messico il cortometraggio Fratello Narco (Hermano Narco), prodotto dal sacerdote paolino Omar Sotelo Aguilar, attraverso il quale cerca di far "rivalutare il sentimento del perdono in mezzo a tanta violenza" perché è l'unico valore che "può trasformare una intera società".

"Rivalutare il sentimento del perdono in mezzo a tanta violenza" è il messaggio che vuole trasmettere il cortometraggio Hermano Narco (Fratello Narco), prodotto dal sacerdote paolino Omar Sotelo Aguilar e presentato il 27 gennaio dal Cardinale Norberto Rivera, Arcivescovo di Mexico, nella Cattedrale di Città del Messico. Fratello Narco vuole far comprendere come il perdono "è un sentimento così forte, proprio dell'essere umano, che può trasformare una intera società", come spiega il sacerdote Omar Sotelo Aguilar. Il cortometraggio Hermano Narco (su Youtube) racconta la storia di una ragazza di 13 anni, Miri, che insieme al fratello minore vede uccidere i genitori da una banda di narcos. Ma la 13enne, che è anche il simbolo di quella nuova generazione che può (e deve) cambiare il mondo ed il corso della storia, invece che odiare o serbare vendetta verso gli assassini dei suoi genitori alla fine del cortometraggio abbraccia il narcos omicida in segno di perdono. Il cartello (ed il traffico) della droga, infatti, non ha corrotto solo la società messicana ma "mina anche i rapporti sociali, i legami familiari e il rispetto profondo per la vita e per tutto ciò che è santo" come si legge nella scheda di presentazione del corto, dove si spiega che "nessuna forza o potere sembra essere in grado di fermare questa corruzione di bambini, giovani e adulti", ricordano che finora "gli sforzi del governo, concentrati su una risposta reattiva e militare, sono rimasti impotenti". Solo rispondendo con il perdono, infatti, si può davvero pacificare la nazione.

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