le notizie che fanno testo, dal 2010

Coca Cola importa la "felicità" del Natale ma gli indigeni messicani non se la bevono

Coca Cola al centro delle polemiche per aver cercato di importare la "felicità" del Natale alle popolazioni indigene messicane, oltre alla sua bevanda. Ma la comunità Mixe di Totontepec di Oaxaca non se la beve.

"L'81,6% degli indigeni messicani rifiutono il parlare un'altra lingua. Questo Natale, un gruppo di giovani ha voluto dare loro un messaggio speciale" si legge in un video pubblicitario della Coca Cola. Quello che la didascalia non ha specificato è che questo "gruppo di giovani" è formato da "hipsters bianchi" che vanno a "colonizzare" la comunità indigena Mixe di Totontepec di Oaxaca, in Messico, come hanno denunciato alcuni esponenti dei diritti delle minoranze. Tra i Mixe la riforma del lavoro non diverebbe mai infatti il Jobs Act e tanto meno la felicità non è sinonimo di Coca Cola, soprattutto perché questa mina alla salute della popolazione messicana, come denuncia la Alliance for Food Health, organizzazione che ricorda come il Messico sia uno dei maggiori consumatori di soda e di altre bevande zuccherate, tanto che i casi obesità e di diabete negli ultimi anni sono saliti alle stelle. Laura Melchor, un difensore dei diritti umani ad Oaxaca, a TeleSUR avverte invece: "Il video è una chiara dimostrazione della presenza delle multinazionali nei territori degli indigeni di Oaxaca. Negli ultimi anni, queste aziende si sono sempre più impossessate delle risorse naturali, economiche ed ora culturali delle comunità". TeleSUR riferisce che "dal 2000, la Coca Cola ha lavorato con il governo messicano per privatizzare le risorse idriche, comprese le falde acquifere e i fiumi che appartengono ai popoli indigeni" spiegando che "la crescente privatizzazione ha lasciato oltre 15 milioni di messicani senza l'accesso all'acqua potabile, trasformando il Messico nel secondo paese al mondo per consumo di acqua in bottiglia", e ovviamente bibite. Anche se nello spot si veniva invitati "ad abbattere i pregiudizi e a condividere" (la Coca Cola?), la Alliance for Food Health ha avvertito che è intenzionata a depositare una denuncia al National Council for the Prevention of Discrimination perché "questo tipo di pubblicità è un atto di discriminazione e di razzismo" come tuona l'avvocato indigeno Elvira Pablo. Alla fine, la Coca Cola ha deciso di ritirare lo spot assicurando che non era sua intenzione essere "insensibile nei confronti di qualsiasi gruppo indigeno" ma che voleva solo "trasmettere un messaggio di unità e di felicità". Ad Oaxaca però non se la sono bevuta.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: