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Meridiana riapre mobilità. Esuberi: problema è dualismo aziendale

Salta la trattativa per scongiurare i licenziamenti dei lavoratori Meridiana, con la compagnia aerea che altatasi dal tavolo del Ministero del Lavoro annuncia la riapertura della mobilità per 1634 dipendenti su 2101. Gli esuberi Meridiana chiariscono: non si è giunti all'accordo perché la proposta "non garantisce i dipendenti Meridiana dal dualismo aziendale e dalle iniquità che da esso scaturirebbero". Ma "c'è anche un fronte giudiziario nella vertenza di Meridiana" perché "Meridiana ha chiesto e ottenuto la cassa integrazione per i suoi dipendenti e, allo stesso tempo, ha spostato i voli sulla controllata Air Italy".

La trattativa per scongiurare i licenziamenti Meridiana è ieri nuovamente saltata, al termine dell’ennesimo incontro romano al Ministero del Lavoro. Ma una volta alzatasi dal tavolo, Meridiana annuncia che farà ripartire la procedura per licenziare 1634 dipendenti (comandanti, piloti, assistenti di volo, tecnici dell’hangar e impiegati) su 2101. Se durante il periodo di mobilità non ci saranno sviluppi sulla vertenza, scatterranno i licenziamenti per i lavoratori, la maggiorparte dei quali sardi. Meridiana, con una nota, comunica infatti che, dopo il rifiuto da parte della maggioranza dei sindacati sulla proposta avanzata dai ministeri del Lavoro e dei Trasporti (incentrata su incentivi alla mobilità volontaria e al pensionamento, possibilità di riassorbimento e tentativi per ridurre gli esuberi), ha deciso di considerare conclusa la fase di congelamento della procedura di mobilità (avviata sei settimane fa e poi congelata il 23 settembre su invito del governo), annunciando la riapertura della stessa. Meridiana si dice infatti pronta a proseguire lunedì "la discussione sugli aspetti tecnici attinenti il trattamento di mobilità".

In un comunicato stampa, la UilTrasporti afferma di non condividere "la scelta di non aderire all'opportunità presentata dal governo e dalle istituzioni che avrebbe limitato la mobilità ai volontari e attivato un tavolo permanente al fine di ricercare soluzioni per abbattere la dimensione degli esuberi mediante politiche attive del lavoro e azioni di riassorbimento del personale all'interno del gruppo avendo a disposizione 6 mesi e non 75 giorni come, invece, avviene nel caso di apertura della procedura di mobilità". Sulla loro pagina Facebook, gli esuberi Meridiana però precisano che al tavolo "la maggioranza delle sigle sindacali non ha affatto rigettato il verbale proposto dai Ministeri dei Trasporti e del Lavoro, ma ne ha chiesto una indispensabile integrazione con tre punti fondamentali:
- nessuna esternalizzazione di attività svolte all'interno dell'attuale perimetro aziendale;
- unificazione delle attività di volo sotto un unico COA e composizione lista unica di anzianità;
- garanzia di disponibilità a fine vigenza degli attuali accordi degli ammortizzatori sociali conservativi previsti".

Gli esuberi Meridiana quindi precisano: "Questo rappresenta un impegno vincolante prioritario a garanzia dell'occupazione dei dipendenti di Meridiana Fly. Il verbale presentato dai Ministeri se lasciato inalterato, come Uilt ed Anpac vorrebbero (oggi Anpav era assente ma tale appariva pure la sua linea) non garantisce i dipendenti Meridiana dal dualismo aziendale e dalle iniquità che da esso scaturirebbero. - concludendo - Questo dovrebbero fare i sindacati, tutelare il Lavoro ed i Diritti Maturati con l'Anzianità ancor prima di discutere di generose mobilità o mirabolanti pre pensionamenti". "L'atteggiamento di Meridiana è incomprensibile" persino per Giuliano Poletti, che in una nota del Ministero del Lavoro chiarisce: "La scelta dell'azienda di comunicare fuori dal tavolo del confronto la decisione di considerare conclusa la fase di tregua aperta a seguito della richiesta del governo è un errore grave e un atto che rischia di compromettere i significativi passi in avanti compiuti nel corso del confronto e che tutti le parti avevano apprezzato". La nota prosegue: "L'atteggiamento di Meridiana è incomprensibile in considerazione della decisione del Ministro, accolta da tutti, di interrompere la riunione in corso (quella del 24 ottobre, ndr) e riprenderla lunedì, con l'obiettivo di chiarire alcuni aspetti relativi all'applicabilità degli ammortizzatori sociali alla specifica situazione aziendale. - e si chiude - Il Ministro ribadisce la richiesta all'azienda di non compiere alcun atto ulteriore prima della ripresa del confronto prevista per la prossima settimana".

Intanto, la Regione Sardegna sul suo sito internet riporta, il 21 ottobre, che "c'è anche un fronte giudiziario nella durissima vertenza di Meridiana". La Regione Sardegna informa infatti che "la Procura di Tempio si sta occupando della procedura che, a partire dal 23 giugno 2011, ha portato alla concessione della cassa integrazione per 1350 lavoratori della compagnia area", riassumendo: "In sostanza, Meridiana ha chiesto e ottenuto la cassa integrazione per i suoi dipendenti e, allo stesso tempo, ha spostato i voli sulla controllata Air Italy, utilizzando aerei e personale di quest'ultima società. - e spiega - L'approfondimento dei magistrati riguarda i presupposti della cassa integrazione, concessa a un'azienda che ha continuato a svolgere alcune sue importati attività con i lavoratori di altre società". Il sindacato USB, inoltre, ha chiesto una verifica tecnico legale urgente ai ministeri del Lavoro e dei Trasporti. Secondo il sindacato, infatti, la trattativa in corso sugli esuberi è minata alla base. Il legale della sigla Usb, l'avvocato Alessandro Meloni, denuncia: "Meridiana è un'unità produttiva che comprende anche Air Italy, ma quando si parla dei licenziamenti, viene colpita solo una parte dei lavoratori. I più anziani. Ma tutto questo viola le norme previste dalla legge sui licenziamenti collettivi".

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