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Yemen: quarto ospedale di Medici senza Frontiere bombardato dai sauditi

Quarto ospedale di Medici Senza Frontiere bombardato in Yemen. "Nonostante le dichiarazioni di alto livello perché sia rispettato il Diritto Internazionale Umanitario, non sembra venga fatto nulla perché le parti coinvolte nel conflitto in Yemen rispettino il personale medico e i pazienti" denuncia l'Ong.

"È il quarto attacco contro una struttura di Medici Senza Frontiere in Yemen in meno di 12 mesi" ricorda Teresa Sancristóval, responsabile dell'unità di emergenza nel paese. Ad ottobre dello scorso anno era stato infatti bombardato dall'Arabia Saudita l'ospedale di Haydan e due mesi dopo fu colpito sempre dalle forze della coalizione il centro di salute a Taiz. A gennaio 2016 invece fu distrutto l'ospedale di Shiara nel distretto di Razeh. Senza contare che ad ottobre 2015 era stato bombardato dalla NATO l'ospedale di Kunduz in Afghanistan, con Medici Senza Frontiere che aveva denunciato un vero e proprio "crimine di guerra".

L'attacco nel giorno di Ferragosto contro l'ospedale di Abs, nel governatorato di Hajjah, lascia quindi supporre che in Yemen sia in atto una vera e propria strategia, quella di tentare di allontanare dal territorio ogni postazione terza al conflitto. Da sottolineare che gli attacchi aerei della coalizione a guida saudita non sono mai stati autorizzati dalle Nazioni Unite.

Come riporta Medici Senza Frontiere, il bombardamento ha ucciso sul colpo 9 persone, tra cui un membro dello staff di MSF, e altri 2 pazienti sono morti mentre venivano trasferiti all'ospedale di Al Jamhouri. Almeno 19 persone sono rimaste invece ferite.

"Ancora una volta un ospedale in funzione, pieno di pazienti e di staff MSF nazionale e internazionale, è stato bombardato in una guerra che non mostra alcun rispetto per le strutture mediche e i pazienti" denuncia infatti Teresa Sancristóval, aggiungendo: "Nonostante la recente risoluzione delle Nazioni Unite che chiede di porre fine agli attacchi contro le strutture mediche e nonostante le dichiarazioni di alto livello perché sia rispettato il Diritto Internazionale Umanitario, non sembra venga fatto nulla perché le parti coinvolte nel conflitto in Yemen rispettino il personale medico e i pazienti."

"Senza azioni, questi gesti pubblici restano privi di significato per le vittime di oggi. Sia che si tratti di intenzionalità che di negligenza, tutto questo è inaccettabile" conclude Medici Senza Frontiere, chiarendo che le coordinate GPS dell'ospedale erano state condivise più volte con tutte le parti in conflitto tra cui la coalizione a guida saudita, e la sua localizzazione era ben nota. Nonostante questo "le persone in Yemen continuano a essere uccise e ferite mentre cercano di essere curate."

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