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Dopo il caso Giulio Regeni, inchiesta sulla tortura a "Terra!": 4 aprile seconda serata

"Due americani su tre accetterebbero il ricorso alla tortura per contrastare il terrorismo. E gli italiani? Gli italiani no. È un viaggio nella tortura, quello di 'Terra!', nella puntata in onda lunedì 4 aprile, in seconda serata, su Retequattro", rivela in una nota Mediaset.

"Che cosa vuol dire lottare contro il terrorismo? Contro un nemico feroce - rendono noto da Mediaset -, fanatico, indifferente alla morte, anche alla propria? I paesi sotto attacco o minacciati hanno una strategia coerente? Politica, militare, giudiziaria? Sembrerebbe proprio di no, a giudicare da balbettii, errori, lacune, che ogni giorno le cronache denunciano."
"Che fare, dunque? Due americani su tre accetterebbero il ricorso alla tortura per contrastare il terrorismo. E gli italiani? Gli italiani no. E tuttavia fanno finta di ignorare che tra i paesi con i quali, dall'altra parte del Mediterraneo, vengono stipulati affari e alleanze, le garanzie dello stato di diritto sono un'illusione. È un viaggio nella tortura, quello di 'Terra!', nella puntata in onda lunedì 4 aprile, in seconda serata, su Retequattro. In Germania, a Ulm, esiste un centro voluto da Amnesty International che cura le vittime di pratiche abominevoli. Parlano Samir, rifugiato siriano, e David, vittima delle torture in Kenya. Parlano gli psicologi e gli psichiatri, che hanno il compito di ricostruire esistenze devastate dai carnefici. Parlano due ragazzi tunisini incarcerati e torturati solo perché omosessuali. Parlano i medici e gli specialisti, che studiano le modificazioni profonde che sul piano fisico e psichico la tortura induce nel corpo delle vittime" prosegue l'azienda del gruppo Fininvest.
Si spiega infine: "Parlano, infine, i genitori di Giulio Regeni che a Roma, nel corso di una conferenza stampa, hanno invocato il loro diritto alla verità, contro e oltre la ragion di stato, contro e oltre gli equilibri internazionali."

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