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Spot McDonald's di Gabriele Salvatores per CGIL non è da Oscar

McDonald's in uno spot diretto da Gabriele Salvatores annuncia che assumerà "3mila persone nei prossimi tre anni" ma per la FILCAMS CGIL il messaggio che lancia non sembra essere cento da Oscar. Nella polemica si inserisce anche il ministro del Lavoro Elsa Fornero.

Anche se in pochi probabilmente lo stanno, la nuova pubblicità della McDonald's, quella dove spiega di "credere nell'Italia" e per questo oltre a dare "lavoro a 16mila persone" annuncia che ne assumerà "3mila nei prossimi tre anni", è stato diretto da un premio Oscar, Gabriele Salvatores. Sul canale ufficiale Youtube di McDonald's Italia, infatti, oltre a trovare lo spot "Lavorare in McDonald's" c'è anche il backstage dove si vede Gabriele Salvatores consigliare i dipendenti del fast food che hanno interpretato se stessi per l'occasione ad usare un tono convincente quando dicono "SI" alle informazioni diffuse dalla pubblicità. Ma la FILCAMS CGIL (Federazione Italiana Lavoratori Commercio Turismo e Servizi) non sembra ritenere tale spot proprio da Oscar, almeno per il messaggio che lancia. "In una recente e prestigiosa campagna mediatica la multinazionale ha evidenziato, come se questo costituisse particolare virtuosismo imprenditoriale, che i lavoratori sono puntualmente retribuiti, che le assunzioni avvengono nel rispetto della legge e che ai 16.000 dipendenti viene regolarmente applicato il Contratto Collettivo Nazionale del Turismo" si legge infatti in una nota della FILCAMS CGIL, spiegando che "in realtà, le patinate comunicazioni pubblicitarie alle quali ormai da qualche anno l'azienda ci ha abituato necessitano di alcune precisazioni che consentano di comprendere compiutamente il contesto".

La FILCAMS CGIL afferma quindi che "McDonald's è una di quelle rare multinazionali del comparto della ristorazione commerciale/veloce, se non l'unica, ad essersi sistematicamente sottratta al confronto in ordine alla condivisione di un contratto integrativo aziendale", aggiungendo che "ad oggi le relazioni sindacali con l'azienda, a livello nazionale, sono pressoché inesistenti né elementi di conforto pervengono dal livello territoriale, che continua storicamente a risentire, salvo isolate eccezioni, di forti criticità". La FILCAMS CGIL sottolinea che "si tratta, tanto per intenderci, della medesima società che recentemente, soltanto in seguito a forti sollecitazioni da parte del sindacato, ha corrisposto l'elemento di garanzia previsto dal Contratto Nazionale per quelle aziende che siano sprovviste di contrattazione integrativa". Il sindacato evidenzia quindi che "il tema della qualità occupazionale in McDonald's, non altrettanto pubblicizzato, è da anni uno degli assi portanti delle rivendicazioni sindacali: l'80% dei lavoratori, non certo per scelta, ha un contratto a tempo parziale di poche ore settimanali, con il sistematico obbligo di prestare servizio in orario notturno e domenicale/festivo".

"Quelli menzionati (nella pubblicità, ndr) sono i tratti distintivi di un rapporto di lavoro di cui peraltro McDonald's omette di specificare l'alto indice di precarietà - continua la FILCAMS CGIL - le inevitabili implicazioni di carattere reddituale e l'impossibilità di avere il tempo necessario per la cura dei propri affetti e della propria salute psicofisica". Alla FILCAMS CGIL non è poi piaciuto il fatto che nella sua campagna pubblicitaria la McDonald's abbia utilizzato anche il primo articolo della nostra Carta Costituzionale, quello che cita che "l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro". La FILCAMS CGIL conclude infatti che "la retorica, il sensazionalismo e le strumentalizzazioni, quando si discute di diritti fondamentali e di lavoro, non solo sono fuori luogo ma non sono di alcuna utilità" invitando invece a discutere "di piano industriale e di investimenti; di aperture previste e di prospettive occupazionali" e di avviare "finalmente quel confronto in tema di qualità occupazionale, attraverso l'alveo naturale rappresentato dalla contrattazione di secondo livello", concludendo: "Il Sindacato è disponibile. Lo è da qualche decennio".

Roberto Masi, amministratore delegato di McDonald's Italia, replica affermando di ritenere "fuori luogo le critiche" visto che l'azienda "sta assumendo e non licenziando". "Certo - precisa Masi - in McDonald's molti contratti sono part-time", chiarendo però che questa è "una modalità molto utilizzata nel settore ristorazione, assolutamente a norma di legge, e che per gli studenti-lavoratori, che rappresentano il 30% della nostra forza lavoro, può essere un'opportunità". Roberto Masi aggiunge quindi come "McDonald's crede in questo Paese, e per questo oggi investe, nonostante la difficile situazione economica, aprendo in Italia oltre 100 nuovi ristoranti e creando nuovi posti di lavoro".

Nella polemica si inserisce anche il ministro del Lavoro Elsa Fornero, che intervistata da Radio Capital afferma: "Mi piacciono tutti gli imprenditori che cercano fattivamente e operativamente di creare lavoro, posti di lavoro. Le circostanze sono molto difficili, tutti preferiamo il lavoro a tempo indeterminato, però è molto difficile in circostanze caratterizzate da grande incertezza che imprenditori assumano in questa forma, soprattutto in numero rilevante. Quindi la mia affermazione è che anche un lavoro a tempo determinato è meglio di assenza di lavoro. Dopodiché, se l'economia migliora, e io ribadisco che questo governo ha lavorato perché l'economia si irrobustisca e possa quindi migliorare, consolidando quel po' di ripresa che dovrebbe presentarsi quest'anno, e quindi se questo avviene come io mi auguro, i contratti a tempo determinato potranno essere trasformati in contratti a tempo indeterminato, con beneficio per tutti".

La FILCAMS CGIL ritorna quindi sulla discussione aggiungendo che "è chiaro che non dipende solo dalla volontà delle imprese, se la politica non fa la sua parte" e per questo "stupisce che un Ministro della Repubblica, a questo proposito, possa ridurre la propria funzione nel dire che il poco è meglio del nulla, come se accontentarsi rappresentasse l'unico orizzonte possibile!". Alla McDonald's, invece, la FILCAMS CGIL ribadisce di aver semplicemente "lanciato una sfida" e cioè quella di "rendere compatibile la flessibilità richiesta dalle imprese della ristorazione commerciale, con il diritto al lavoro stabile e qualificato, quello che rende possibile progettare una esistenza, trovando le soluzioni idonee nell'organizzazione del lavoro, come abbiamo fatto in tante altre aziende".

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