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Landini oltre le "persone oneste": Renzi trasforma lavoro in schiavitù

Durante il corte della Fiom, Maurizio Landini spiega a Matteo Renzi a "rendersi conto che il consenso delle persone oneste in queso Paese non ce l'ha" Si solleva subito il polverone mediatico in cui si immerge il PD, ma il segretario della Fiom chiarisce l'ovvio: "Invito a non a usare dichiarazioni a volte infelici per aprire una discussione che non è sul merito dei problemi". La Fiom ribadisce: "Renzi non sta creando lavoro, sta trasformando la condizione di chi lavora in una condizione di schiavitù".

In questo momento il più grande oppositore di Matteo Renzi, a cui sottrae o attrae parte di consenso, è sicuramente Maurizio Landini, segretario generale della Fiom. Ed infatti, è bastata una parola meno politically correct per scatenare (sui media mainstream) la bufera su Landini. Durante il corteo della Fiom, Maurizio Landini invita Matteo Renzi a "rendersi conto che il consenso di chi lavora, dei giovani che stanno cercando lavoro e delle persone oneste in queso Paese non ce l'ha". Tra le tante cose dette da Landini, tra cui per esempio la richiesta al governo "di ridurre l'età pensionabile, di ripristinare le pensioni di anzianità e di creare un sistema che dia una pensione anche ai giovani", le agenzie di stampa però hanno individuato come "notizia" proprio la frase sul "consenso delle persone oneste", ovviamente ribattuta dai grandi media in cerca di titoloni ad effetto (politico). Giorgio Squinzi, il presidente della Confindustria ha tenuto subito a precisare che invece lui il consenso a Renzi glielo dà pur essendo una "persona onesta". Finora però non sembra esserci stato lo stesso risalto su chi il consenso a Renzi non lo dà perché, ugualmente, "è una persona onesta". Il polverone mediatico solleva dichiarazioni indignate all'interno del PD, e alla fine Landini è costretto a precisare l'ovvio: "La maggioranza delle persone che lavorano, i giovani, i precari, non sono d'accordo con le politiche che il governo sta facendo. - aggiungendo - E mi sono permesso di dire che i lavoratori dipendenti sono senz'altro in quella parte onesta del paese che le tasse le paga. Non ho mai pensato, non è il mio pensiero, che chi non è d'accordo con la Fiom o chi non è lavoratore dipendente non è una persona onesta".

Landini prosegue: "Se non sono stato chiaro me ne scuso e ritiro perchè non ho intenzione di aprire polemiche assurde, invito però a fare la stessa cosa, non a usare dichiarazioni a volte infelici per aprire una discussione che non è sul merito dei problemi". Il segretario della Fiom quindi ribadisce: "Renzi non sta creando lavoro, sta trasformando la condizione di chi lavora in una condizione di schiavitù. Siamo di fronte al tentativo pericolosissimo di far passare l'idea che, pur di lavorare, devi essere pronto ad accettare qualunque condizione. Noi non accettiamo questo ricatto, il lavoro o ha diritti oppure non è lavoro". Il mainstream poco invece si indigna con chi definisce gli oppositori, per esempio, "gufi" ed afferma che i sindacati "passano il tempo a inventarsi ragioni per fare scioperi", come se in Italia ci fosse davvero bisogno di una scusa per avere un motivo per protestare contro un sistema che fa acqua da tutte le parti. Ed infatti, Landini osserva: "Ieri il premier ha detto che il mestiere di altri è scioperare e lui è quello che crea lavoro. Ho pensato che nella storia c'era solo Gesù Cristo che ha fatto miracoli, ma nemmeno lui aveva creato lavoro. Mi chiedo se siamo di fronte a un delirio di onnipotenza o a una persona che non è in grado di affrontare i problemi del paese e scarica responsabilità su altri". Solidale con la Cgil-Fiom anche la UIL di Carmelo Barbagallo che, concludendo il XVI Congresso della Confederazione chiarisce: "Renzi ha in testa un progetto e pensa che noi dobbiamo obbedire, ma questo non sarà mai".

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