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Landini: Renzi segue direttive BCE impartite con la lettera del 2011

"E' venuto il momento di sfidare democraticamente Renzi" ribadisce Maurizio Landini, leader della Fiom, rilanciando il suo progetto politico di "sinistra sociale". Matteo Renzi replica: "Non credo che Landini abbandoni il sindacato, è il sindacato che ha abbandonato Landini".

"E' venuto il momento di sfidare democraticamente Renzi" ribadisce Maurizio Landini, leader della Fiom, rilanciando il suo progetto politico di "sinistra sociale" perché "il problema è che la maggior parte del Paese, quella che per vivere deve lavorare, non è rappresentata". Il giorno dopo il varo del Jobs Act, in una intervista a Il Fatto Quotidiano, Maurizio Landini denuncia infatti che con il governo Renzi "non c’è più il concetto che il lavoro è un diritto e la persona deve avere tutti i diritti di cittadinanza. Inoltre, viene messo in discussione un diritto fondamentale: quello di potersi coalizzare e agire collettivamente per contrattare la prestazione lavorativa". Landini spiega infatti che lo Statuto dei lavoratori "non solo tutelava le singole persone ma riconosceva la contrattazione collettiva e quindi la mediazione sociale come uno dei pilastri delle relazioni sindacali. Oggi questa logica viene messa in discussione" ed evidenzia: "Non a caso Confindustria rilancia chiedendo di realizzare quanto fatto alla Fiat, oggi Fca: cancellare il contratto nazionale. E infatti alla Fca il salario minimo è più basso di quello nazionale". Maurizio Landini è chiaro: la politica di Matteo Renzi segue le "direttive impartite dalla BCE con la famosa lettera del 2011 e che il governo sta applicando fedelmente". La replica di Matteo Renzi, come sempre più spesso accade, non entra nel merito della questione ma afferma: "Non credo che Landini abbandoni il sindacato, è il sindacato che ha abbandonato Landini - perché - il progetto Marchionne sta partendo". Maurizio Landini risponede, inviando una lettera a Il Fatto Quotidiano dove precisa che sbattere nel titolo il virgolettato, mai pronunciato, "adesso faccio politica", è "fuorviante". Landini spiega infatti che "è un modo per banalizzare il cambio d’epoca che secondo il mio punto di vista richiede la ridefinizione di nuove strategie sindacali e politiche". Landini precisa quindi che la sua idea è quella di creare "una coalizione sociale che superi i confini della tradizionale rappresentanza sindacale, capace di unificare e rappresentare tutte le persone che per vivere hanno bisogno di lavorare".

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