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Fuori da carcere i 12 secessionisti veneti. Salvini: Stato chieda scusa

I giudici del tribunale del Riesame di Brescia hanno disposto la libertà per sette dei secessionisti arrestati il 2 aprile scorso, tra questi l'ex parlamentare Franco Rocchetta e il leader dei Forconi Lucio Chiavegato, mentre ha disposto i domiciliari per altri cinque, poiché fa cadere l'accusa di "associazione eversiva ai fini di terrorismo". Matteo Salvini della Lega Nord commenta: "Adesso lo Stato chieda scusa, e rispetti la Libertà di Pensiero".

I giudici del tribunale del Riesame di Brescia hanno disposto la libertà per sette dei secessionisti arrestati il 2 aprile scorso, tra questi l’ex parlamentare Franco Rocchetta e il leader dei Forconi Lucio Chiavegato, mentre ha disposto i domiciliari per altri cinque. Tale decisione è stata presa perché il Riesame ha escluso per gli indagati "l’associazione eversiva ai fini di terrorismo", mentre resta in piedi l’accusa per la costruzione e custodia del cosiddetto tanko, cioè il trattore trasformato in una sorta di carro armato. La competenza riguardo tale accusa è stata trasferita a Padova, poiché il tanko stava prendendo forma in un capannone a Casale di Scodosia. "Allo stato, per il Tribunale della libertà di Brescia - spiega Fabio Pinelli, legale di Franco Rocchetta - cade in modo inequivoco il reato più grave". Decisione che ovviamente la Procura di Brescia potrebbe decidere di impugnare. Immediata la reazione di Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, che su Facebook commenta l'uscita dal carcere dei 12 secessionisti veneti: "Da Brescia arriva una buona notizia ma resta la vergogna dei giorni di galera fatti a causa di un'idea. Adesso lo Stato chieda scusa, e rispetti la Libertà di Pensiero!".

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