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Renzi presenta riforma del Senato: da approvare entro elezioni europee

Presentato da Matteo Renzi il disegno di legge di revisione costituzionale che prevede la riforma del Senato e la revisione del Titolo V, oltre alla soppressione del CNEL. Nonostante le polemiche sorte all'interno del PD, Matteo Renzi conferma che il Senato non sarà più elettivo. Renzi afferma che "è fondamentale" che si arrivi all'approvazione della prima lettura del ddl riforme al Senato "entro il 25 maggio", cioè prima delle elezioni europee.

Nuove slide e nuovi annunci da parte del governo Renzi. Al termine del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi presenta il disegno di legge di revisione costituzionale che reca disposizioni per il superamento del bicameralismo perfetto, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL (Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro) e la revisione del Titolo V della Parte seconda della Costituzione. Nonostante le polemiche in merito alla riforma del Senato sorte soprattutto all'interno del PD (a cominciare dalle dichiarazioni di Pietro Grasso) ma che si sono estese anche in Scelta Civica con il monito di Stefania Giannini, Matteo Renzi prosegue sulla sua strada confermando che in futuro Palazzo Madama non sarà elettivo e si chiamerà Senato delle Autonomie. Tra i punti chiave della riforma, un sistema bicamerale differenziato con solo la Camera dei Deputati che darà la fiducia al Governo. Nel progetto Renzi, il Senato delle Autonomie sarà invece solo organo rappresentativo delle Istituzioni territoriali, e parteciperà alla funzione legislativa solo nei casi di leggi di revisione costituzionale e di leggi costituzionali. Tra gli ambiti della funzione legislativa del Senato delle Autonomie anche "ordinamento, organi di governo, legislazione elettorale e funzioni fondamentali dei Comuni e delle città metropolitane, norme generali sul governo del territorio e l'urbanistica, il sistema nazionale ed il coordinamento della Protezione Civile, le modalità di partecipazione di Regioni e Province autonome alle decisioni in materia comunitaria ed internazionale, coordinamento Stato-Regioni in materia di immigrazione, ordine pubblico e tutela dei beni culturali e paesaggistici, la disciplina della finanza regionale e locale, il sistema di elezione e i casi di ineleggibilità e incompatibilità dei membri degli organi regionali". Del Senato faranno parte: i Presidenti delle Giunte regionali e delle Province di Trento e Bolzano, i Sindaci dei Comuni capoluogo di Regione e di Provincia autonoma, due membri eletti tra i componenti del Consiglio regionale (con voto limitato); due sindaci eletti dai sindaci della Regione (con voto limitato), ventuno cittadini nominati dal Presidente della Repubblica, per la durata di sette anni, che abbiano onorato l'Italia per meriti in campo sociale, artistico, letterario o scientifico. I membri del Senato delle Autonomie non ricevono alcuna indennità. Nel ddl di revisione costituzionale, anche il rafforzamento del ruolo del Governo in Parlamento, prevedendo l'introduzione dell'istituto del voto a data certa, in base al quale il Governo può chiedere alla Camera dei deputati di deliberare che un disegno di legge sia iscritto con priorità all'ordine del giorno e sottoposto alla votazione finale entro sessanta giorni dalla richiesta. Inoltre, saranno fissati nuovi limiti alla decretazione d'urgenza. Matteo Renzi afferma che "è fondamentale" che si arrivi all'approvazione della prima lettura del ddl riforme al Senato "entro il 25 maggio", cioè prima delle elezioni europee.

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