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Renzi il "finto ambientalista": sue le politiche anti-rinnovabili

Dal nuclearissimo Nevada il premier Matteo Renzi tesse le lodi di Enel Green Power ma tra i "finti ambientalisti" tirati in ballo (quelli che voteranno "sì" al referendum sulle trivelle del 17 aprile) durante la sua visita negli States sembra rientrare proprio il premier visto che il suo governo "è riuscito ad ostacolare le energie rinnovabili in tutti i modi" denuncia Greenpeace.

Dal nuclearissimo Nevada il premier Matteo Renzi tesse le lodi delle rinnovabili (o meglio di Enel Green Power) ma al contempo dichiara che "il petrolio e gas naturale serviranno ancora a lungo: non sprecare ciò che abbiamo è il primo comandamento per tutti noi". Nonostante ufficialmente il PD inviti a disertare il referendum sulle trivelle del 17 aprile, dagli Stati Uniti il premier-segretario lascia intedere cosa voterebbe se dovesse recarsi alle urne. D'altronde, se "nel 2012 in Italia erano entrati in esercizio quasi 150mila nuovi impianti fotovoltaici nel primo anno dell'era Renzi sono stati appena 722" ricorda Greenpeace citando il recente rapporto "Rinnovabili nel mirino". Sembra quindi rientrare proprio Matteo Renzi tra quei "finti ambientalisti" tirati in ballo dal premier durante la sua visita negli States, come riporta il Corriere della Sera, visto che il suo governo "è riuscito ad ostacolare le energie rinnovabili in tutti i modi: cambiando in corsa contratti già sottoscritti con lo 'Spalma incentivi', modificando la tariffa elettrica per frenare il risparmio energetico e finendo per causare un aumento delle nostre bollette, bloccando i piccoli impianti domestici, specialmente quelli fotovoltaici" sottolinea Greenpeace. E nel frattempo gli incentivi ai combustibili fossili aumentano, dato certificato dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) che rivela come nel 2014 l'Italia abbia "regalato alle fonti sporche 13,2 miliardi di dollari, un dato addirittura in crescita rispetto ai 12,8 miliardi del 2013".
«Renzi è chiaramente dalla parte delle lobby fossili, non inganni gli italiani. - osserva Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace - È insopportabile che si faccia vanto persino dei nostri primati sulle rinnovabili, quando ci sono migliaia e migliaia di lavoratori del settore che hanno perso l'impiego a causa delle sue politiche anti-rinnovabili. La verità è che a Renzi le rinnovabili piacciono solo quando si fanno all'estero: in Italia disturbano gli interessi delle lobby fossili».

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