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Renzi firma la Dichiarazione di Bratislava ma dopo asse Merkel-Hollande ci ripensa

A Bratislava Angela Merkel e Francois Hollande rinsaldano l'asse franco-tedesco e mettono da parte Matteo Renzi. E così il premier italiano, dopo aver firmato con gli altri 27 membri dell'UE la "Dichiarazione di Bratislava", attacca i contenuti ed i risultati del vertice.

"Non posso fare una conferenza stampa con Angela Merkel e Francois Hollande non condividendo le conclusioni come loro. Non è un fatto polemico" tenta di assicurare Matteo Renzi. Le cronache però raccontano altro.

Dopo la prima riunione informale di tutti i 27 Paesi membri che si è svolta a a Bratislava, la cancelliera tedesca e il presidente francese hanno infatti partecipato ad una conferenza stampa congiunta, di fatto non invitando il premier italiano a parteciparvi nonostante la foto di Ventotene sulla portaerei Garibaldi risalga a meno di un mese fa (era il 22 agosto).

Merkel ed Hollande hanno così ribadito la centralità dell'asse franco-tedesco nell'Unione europea, e ciò sembra aver seccato molto Renzi tanto da organizzare una propria (e solitaria) conferenza stampa dove ha attaccato i contenuti ed i risultati del vertice. In realtà, il vertice di Bratislava si è chiuso senza conclusioni visto che quelle spettano alle riunioni ufficiali di Bruxelles, come ricorda anche il presidente della Commissione UE Jean-Claude Juncker.

E' stata sottoscritta solo una "Dichiarazione di Bratislava" approvata da tutti i 27 Paesi, Italia inclusa. Eppure, dopo essere stato messo all'angolo da Merkel e Hollande, Renzi sostiene di "non condividere le loro conclusioni su economia e migranti" e lancia un affondo contro il Fiscal Compact e l'accordo con la Turchia, punti inamovibili in particolare per la cancelliera tedesca.

Il Fiscal Compact è in scadenza, dopo 5 anni, e Renzi afferma che "non ha futuro" mentre sui migranti il premier dice che "nessun accordo può mettere da parte i diritti umani", concludendo che "o l'UE fa accordi con i Paesi africani o li facciamo da soli". Meglio se con l'appoggio degli Stati Uniti.

Scaricato dalla Merkel, Renzi pensa già (forte anche delle dichiarazioni dell'ambasciatore USA a Roma) di ottenere infatti "la sponda" di Barack Obama che il premier incontrerà il 18 ottobre, due giorni prima del vertice di Bruxelles.

© riproduzione riservata | online: | update: 17/09/2016

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