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Renzi è in un campo Mineo: riforma del Senato rischia di saltare in aria

Dopo che i senatori del PD che si sono sospesi dal gruppo sono saliti a 14, il premier Matteo Renzi di ritorno dall'Asia afferma "non ho preso il 41% per lasciare il futuro del Paese a Mineo". Anche se il Presidente del Consiglio afferma che le riforme non saranno fermate dal "veto di qualche politico", quella del Senato rischia davvero di saltare in aria visto che Renzi sembra trovarsi al centro di un vero e proprio "campo Mineo".

Dopo che i senatori del PD che si sono autosospesi dal gruppo sono saliti a 14, il premier Matteo Renzi di ritorno dall'Asia sostiene: "Non ho preso il 41% per lasciare il futuro del Paese a Mineo". Dopo l'esclusione di Corradino Mineo dalla Commissione Affari Costituzionali, unica voce fuori dal coro rimasta all'interno del PD poiché lotta per una riforma del Senato elettivo e non nominato da una serie di consigli regionali, all'interno del Partito Democratico la spaccatura diventa sempre più profonda. Si susseguono le dichiarazioni di chi prova a giustificare l'allontanamento di Mineo, dopo quello di Vannino Chiti (divenuto europarlamentre) e Mario Mauro (contrario ad un Senato non elettivo), come un fatto del tutto legittimo. Eppure, anche all'interno del PD, c'è chi sottolinea come l'esclusione dell'ex direttore di RaiNews24 violi il regolamento PD ed anche la Costituzione. Matteo Renzi si sente forte della maggioranza all'interno del partito, ma i numeri non giocano a favore del premier in Senato, dove 14 senatori del PD possono fare la differenza in molte votazioni. Anche se il Presidente del Consiglio afferma che le riforme non saranno fermate dal "veto di qualche politico", quella del Senato rischia davvero di saltare in aria visto che Renzi sembra trovarsi al centro di un vero e proprio "campo Mineo".

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