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Renzi: dubbi privacy su regolamento primarie PD. Ricorso al Garante

Matteo Renzi continua a dar battaglia sulle regole delle primarie del PD, chiedendo al Garante della privacy di chiarire se tra le norme ce ne possa essere qualcuna che lede i dati personali.

Matteo Renzi continua la sua battaglia tutta interna al PD, e questa volta il "rottamatore" ricorre persino al Garante della privacy. Matteo Renzi ha affidato infatti all'Authority il compito di valutare se il regolamento delle primarie del centrosinistra non violi le norme sui dati personali, come il sindaco di Firenze ipotizza. Per votare alle primarie del PD, infatti, bisognerà sottoscrivere il pubblico Appello di sostegno della Coalizione di centrosinistra "Italia Bene Comune" e dichiarare di riconoscersi nella sua Carta d'intenti. Per esercitare il diritto di voto alle primarie del centrosinistra, che si svolgeranno il 25 novembre 2012, il cittadino deve quindi "iscriversi all'Albo delle elettrici e degli elettori, a partire dal ventunesimo giorno precedente il 3 giorno delle elezioni – ossia dal 4 novembre - versando a copertura delle spese organizzative un contributo di almeno due euro". In altre parole, ci potrebbe essere un albo pubblico delle elettrici e degli elettori del centrosinistra, ma "un conto è sottoscrivere una dichiarazione, come si è fatto già in passato per le altre primarie, un conto mettere i dati online" spiega Alessandra Moretti, la portavoce del comitato che sostiene la candidatura di Matteo Renzi, ricordando che "per raccogliere le firme di sostegno" si è dovuto "consultare gli elenchi degli iscritti al PD" che non sono né pubblici né disponibili online. La portavoce di Renzi chiarisce inoltre che il regolamento per le primarie sembra chiedere "come condizione vincolante per la partecipazione il consenso alla diffusione o pubblicazione di un dato personale certamente sensibile" visto che "legato alla messa in atto di comportamenti che implicano la manifestazione di opinioni politiche o consistono essi stessi in manifestazione di opinioni politiche". Senza dimenticare che l'articolo 48 della Costituzione italiana stabilisce che "il voto è personale ed eguale, libero e segreto". Essere obbligato, per votare alle primarie, a rendere pubblico il fatto di essere un elettore del centrosinistra potrebbe quindi anche ledere il diritto alla segretezza del voto. Fonti del PD precisano però che sarà pubblico l'appello di sostegno al centrosinistra, che dovrà essere sottoscritto per iscriversi al voto, e non l'albo degli elettori, che sarà composto da chi ha effettivamente esercitato il diritto al voto ed è sottoposto alle norme sulla privacy. Matteo Renzi non sembra però così sicuro dell'interpretazione espressa dal suo stesso partito e insiste sul fatto che "un ricorso è a tutela di tutti". Il Garante della privacy auspica comunque di "decidere in tempi brevi".

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