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Renzi come Darwin: PD evolve in PDN, il partito della nazione

Matteo Renzi come un moderno Charles Darwin sembra convinto del fatto che il PD sotto la sua guida abbia ormai vinto la "lotta per la sopravvivenza" dei partiti. Ma Renzi è già pronto per la "mutazione" successiva: l'evoluzione del PD deve andare verso il "partito della nazione", cioè il PDN.

Quel 40,8% preso alle europee sembra davvero aver esaltato Matteo Renzi, e nel corso della direzione del PD presenta la propria visione in merito all'evoluzione del partito. Trasformandosi in un moderno Charles Darwin, Renzi sembra fermamente convinto del fatto di aver vinto la "lotta per la sopravvivenza" dei partiti: riuscendo ad eliminare quelli "più deboli", la "selezione" avrebbe così premiato il suo PD. Forte forse di tale convincimento, Matteo Renzi guarda quindi già alla "mutazione" successiva, auspicando la nascita del PDN. Renzi sogna infatti il "partito della nazione" come lo vede Alfredo Reichlin, cioè "oltre i vecchi confini della sinistra storica". Un PD della Nazione, appunto, a vocazione maggioritaria che "contenga realtà diverse" spiega Renzi, quali Sel di Nichi vendola, Led di Gennaro Migliore e Scelta Civica di Andrea Romano. E visto che ormai Matteo Renzi sente probabilmente l'invincibilità della "specie" PD(N), ecco che anticipa la possibilità di cambiare i parametri del premio di maggioranza dell'Italicum, che secondo l'idea del premier non dovrebbe più andare alla coalizione ma al partito all'interno della quale ha preso più voti. Nella logica della "preservazione", Renzi non sembra intenzionato però ad eliminare le coalizioni, per poter mettere davvero alla prova il PD(N) durante la "lotta" elettorale.

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