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Renzi ci ripensa: elezioni nel 2018 anche se vince NO al referendum costituzionale

C'è chi ritiene che sia questa la vera svolta di Matteo Renzi: non dimettersi anche se al referendum costituzionale vincerà il fronte del NO. Alla Versiliana il premier afferma infatti che in qualsiasi caso le elezioni ci saranno nel 2018.

"Io non sono come gli altri: se perdo il referendum, vado a casa" ricorda su Facebook Renato Brunetta, commentando quella che sembra essere la vera "svolta" di Matteo Renzi. Il premier infatti, rispondendo ad una domanda di Paolo Del Debbio che gli chiede se si voterà nel 2018 comunque vada il referendum costituzionale, risponde con un "Sì, le elezioni le abbiamo nel 2018".

Eppure Renzi ha sempre assicurato che in caso di vittoria del No al referendum costituzionale si sarebbe dimesso e si sarebbe ritirato a vita privata, visto che ha puntato tutta la sua carriera politica su questa riforma della Costituzione che non piace persino ai partigiani.

Da qualche tempo però Renzi sembra aver capito che aver personalizzato il referendum non paga, e così già alla Cnbc ha tentato di spiegare cosa intende lui con il termine dimissioni affermando: "Io uso un'espressione molto forte per il mio futuro dopo il referendum. Ma abbiamo anche una recente esperienza con il Regno Unito. Non è facile infatti perdere il referendum e tornare il giorno dopo come se non fosse successo niente, non è corretto".

In sostanza quindi Renzi sembra poter avere il coraggio di rimanere a Palazzo Chigi anche se alle urne vincessero il No (il che confermerebbe le indiscrezioni sul nomignolo 'bomba' che le era stato affibbiato a scuola). L'unico altro scenario possile che si apre dopo tale dichiarazione rilasciata alla Versiliana è invece quella di un premier dimissionario ma sostituito da un ennessimo governo non eletto dai cittadini.

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