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Renzi: Ires e Iri al 24%. Il referendum si avvicina e le partite IVA aspettano

Il referendum costituzionale è alle porte e Matteo Renzi promette che abbasserà le tasse, è sottinteso se rimarrà al governo. Il premier assicura che Ires e Iri scenderanno al 24%. Intanto, le partite IVA aspettvano un intervento tra mggio e giugno, scorso ovviamente.

La data del referendum costituzionale si avvicina (anche se non è stata ancora fissata) e Matteo Renzi dopo averlo fortemente personalizzato cerca di convincere gli italiani che "qui è in gioco il futuro del Paese" e non della sua poltrona, che salterà se alle urne vincerà il No. Il premier-segretario quindi continua a promettere cosa farà se, ovviamente, rimarrà al governo. E così mentre i professionisti, per esempio, continuano ad aspettare un intervento sulle partite IVA che Renzi aveva anticipato tra maggio e giugno (scorso), il Presidente del Consiglio oggi assicura che "sul lavoro continueremo (sic) ad abbassare le tasse".

Ai microfoni di Rtl, Renzi annuncia infatti che "il prossimo anno porteremo l'Ires al 24% per le società di capitale ma anche al 24% l'Iri per le società di persone". Per tentare forse di non perdere quella fetta di elettorato che l'ha votato alle elezioni europee, Renzi assicura che il bonus 80 euro "c'è e rimane".
E mentre tutti gli indicatori statistici avvertono il governo che in Italia la ripresa non è che stenta a decollare ma che proprio non è mai ripartita, Renzi sostiene che "la realtà è che il Paese ha avuto un miglioramento nel mercato del lavoro, non soddisfacente ma per me straordinario". Sarà per questo che l'Italia è ancora in deflazione.

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