le notizie che fanno testo, dal 2010

Primarie PD 2012: le interrogazioni parlamentari su Matteo Renzi

Fino alle ore 20:00 è possibile votare, nei seggi di appartenenza, per le primarie del centrosinistra Italia Bene Comune. Tra i protagonisti di questa campagna elettorale, Pier Luigi Bersani, Nichi Vendola e Matteo Renzi. Il sindaco di Firenze, però, è stato protagonista anche di tre interrogazioni parlamentali, esposte dal senatore e presidente dell'Adusbef Elio Lannutti.

In queste ore si vota per le primarie del centrosinistra Italia Bene Comune. I sondaggi danno tra i preferiti Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi, ma una possibile vittoria di Nichi Vendola non sembra affatto esclusa. Nelle ultime ore sono stati pubblicati gli ultimi appelli rivolti agli elettori di centrosinistra indecisi. Ai suoi elettori, Pier Luigi Bersani invita ad avere "il coraggio di guardare in faccia il disamore e la rabbia, di non voltarci dall'altra parte. Ci sono tante ragioni per essere disamorati, ma così non si risolvono i problemi che abbiamo davanti". Nichi Vendola scrive invece alle donne e agli uomini della sinistra , quella "sparsa, sparpagliata, ferita, frammentata, disincantata, incazzata" per superare insieme "l'egemonia dell'agenda Monti, una operazione politica e culturale particolarmente raffinata, e cioè fare cose di destra e chiamarle tecnica. Il modo tecnico di sottrarre a tutti noi la possibilità anche di una contesa esplicitamente politica". Matteo Renzi, invece, chiede nei suoi ultimi due video messaggi sostanzialmente di andare a votare, per essere "i protagonisti" del cambiamento.

Ma Matteo Renzi, in questa campagna elettorale per le primarie del PD, è stato "protagonista" anche di tre interrogazioni parlamentari in Senato, oltre che di un esposto presentato alla Guardia di Finanza da un dipendente del Comune di Firenze, Alessandro Maiorano. Elio Lannutti, senatore e presidente dell'Adusbef, ha infatti presentato tre Atti di Sindacato Ispettivo rispettivamente il 25 settembre (Atto n. 2-00525), il 23 ottobre (Atto n. 4-08499) e il 5 novembre 2012 (Atto n. 4-08599), aventi tutti come oggetto la richiesta di approfondire come Matteo Renzi ha gestito alcuni fondi sia come presidente della Provincia che come sindaco di Firenze.

Nel primo Atto di Sindacato Ispettivo, diretto ai Ministri per gli affari regionali, il turismo e lo sport e dell'interno, Elio Lannutti riprende un articolo de "Il Fatto Quotidiano" del 21 settembre 2012 dove Davide Vecchi scrive che "il giovanissimo Matteo Renzi, quando era presidente della Provincia di Firenze, si è adeguato con estrema disinvoltura al modus operandi dei politici di professione", spiegando che "anche la Corte dei Conti vuole vederci chiaro sui conti della Provincia dell'era renziana: ci sono troppi rimborsi senza giustificativi adeguati e un uso allegro delle carte di credito da parte del rottamatore".
Elio Lannutti, in conclusione della sua interrogazione parlamentare, chiede quindi di "sapere se il Governo sia a conoscenza della vicenda e quali misure urgenti di competenza, anche in termini di eventuali iniziative legislative, il Governo intenda adottare per riportare sobrietà e ferrei controlli preventivi nelle disinvolte spese di funzionamento degli enti locali, provinciali, regionali, centrali, anche con riferimento al finanziamento pubblico dei partiti, esigendo trasparenza, pubblicità, rendicontazione e certificazione della Corte dei conti su fondi pubblici derivanti dal sudore dei contribuenti e da una delle più alte pressioni fiscali di tutti i tempi".

Nel secondo Atto di Sindacato Ispettivo, diretto ai Ministri dell'interno, dell'economia e delle finanze e per gli affari regionali, il turismo e lo sport, Elio Lannutti riporta un articolo di Giampiero Calapà pubblicato sempre su "il Fatto Quotidiano" del 16 settembre 2012 dal titolo "Firenze, 'Danno erariale da 6 milioni nella gestione di Renzi in Provincia'", che nel sommario riassume: "Il ministero del Tesoro indaga su Florence Multimedia, società in house voluta dall'attuale sindaco fiorentino. Che avrebbe 'concesso un irregolare affidamento di servizi per un importo superiore a quello previsto'. Inoltre avrebbe fatto 'nomine di soggetti in aspettativa nello stesso ente' ".
Il senatore e presidente dell'Adusbef chiede quindi di sapere:
- se risulti rispondente al vero che Florence Multimedia, durante la presidenza di Renzi (2004-2009) alla Provincia di Firenze, abbia concesso un "irregolare affidamento di servizi per un importo superiore a quello previsto dai relativi contratti di servizio", con una spesa complessiva di oltre 9 milioni di euro, dei quali sei sono sotto l'attenzione dei giudici contabili, al di fuori della procedura prevista dalla legge e senza mai farne parola in Consiglio provinciale, con un introito di oltre 9 milioni di euro tra il 2006 ed il 2009;
- se risulti vero che Florence Multimedia abbia veicolato campagne promozionali per la Dotmedia, retta da Davide Bancarella, in precedenza in forze alla Web & Press edizioni (dal 2007 al 2009), quest'ultima società destinataria di fatture, datate proprio 2009, sequestrate dalla Guardia di finanza (una da 36.000 e l'altra da 45.660 euro), soldi con cui Renzi ha sempre negato di aver avuto a che fare, dopo le accuse dell'ex tesoriere della Margherita, in carcere da fine giugno;
- se risulti vero che dal 2009, anno del suo insediamento a Palazzo Vecchio, i debiti del Comune di Firenze sono aumentati del 20 per cento con l'approvazione di ben cinquantadue delibere senza il parere di regolarità contabile, che hanno portato alle dimissioni, per insanabili divergenze sulla gestione economico-finanziaria, l'assessore al bilancio Claudio Fantoni;
- se, dopo la condanna della Corte dei conti per 50.000 euro di danno erariale, di cui 14 sarebbero da attribuire alla diretta responsabilità di Renzi, il Governo ritenga rispondenti ai criteri di trasparenza, efficienza ed economicità, le condotte dell'ex presidente della Provincia di Firenze Matteo Renzi, in ordine a Florence Multimedia, la mega struttura di comunicazione, in capo alla Provincia, creata nel 2005, autorizzata a stipulare contratti, convenzioni, affidamenti al lordo, il cui importo triplicherebbe quello dei contratti di servizio di base, per una spesa totale di 9.213.644 euro, e se ritenga necessari, in una fase di spending review, gli aumenti decisi nel giugno 2012, tra le 100 e le 200 euro nette, per otto dirigenti e direttori d'area;
- se risulti rispondente al vero che Matteo Spanò, presidente dell'associazione Museo dei ragazzi, avrebbe ricevuto dal Comune un contributo annuo di 600.000 euro per organizzare la notte tricolore, il 16 marzo 2011, affidando la comunicazione a Dotmedia, dello stesso Spanò e di Alessandro Conticini, quest'ultimo socio della famiglia Renzi;
- se risulti vero che Maria Elena Boschi, nominata consigliere d'amministrazione di Publiacqua, partecipata del Comune di Firenze, sia coordinatrice dei comitati elettorali per le primarie del Sindaco Renzi, e se tali funzioni non configurino un conflitto di interesse per chi riveste pubbliche funzioni;
- quali misure urgenti il Governo intenda adottare per evitare che il fenomeno della corruzione, dell'incompetenza e della censura sistematica della pubblica informazione possa assestare il colpo di grazia ad un grande Paese come l'Italia, le cui pubbliche funzioni sembrano appaltate a cricche e combriccole di amici intenti a coltivare interessi particolari invece del bene comune.

Infine, nel terzo Atto di Sindacato Ispettivo, diretto ai Ministri dell'interno, dell'economia e delle finanze e per gli affari regionali, il turismo e lo sport, Elio Lannutti riporta sempre un articolo de "il Fatto Quotidiano" pubblicato il 31 ottobre 2012, a firma di Marco Lillo, in cui rielabora quanto uscito nei mesi precedenti a proposito della famiglia del sindaco Matteo Renzi e delle sue attività economiche.
Ricordando che Matteo Renzi "afferma che tra le priorità da mettere in cantiere in un ipotetico incarico di governo c'è la legge sul conflitto di interessi", il senatore chiede quindi in primis se quanto esposto nell'articolo corrisponda a vero e
"- in particolare se l'intreccio tra le attività pubbliche del sindaco e dei suoi amici con quelle private degli amici di Renzi e della sua famiglia non sia espressione di numerosi e gravi conflitti di interessi nella figura del sindaco di Firenze, per cui il Governo non ritenga necessario intervenire per adottare le opportune iniziative, nelle sedi di competenza, al fine di fare chiarezza;
- quali iniziative di competenza il Governo intenda assumere affinché la gestione della cosa pubblica non si trasformi nella gestione di una sorta di agenzia per promuovere il lavoro di amici e parenti, combattendo il familismo, che l'interrogante considera una piaga dell'Italia;
- se non ritenga necessario provvedere ad un'attenta verifica dell'utilizzazione dei fondi pubblici e della loro corretta destinazione;
- quali misure urgenti di propria competenza intenda attivare per evitare che sperperi, sprechi e gestioni clientelari delle pubbliche amministrazioni regionali possano avere effetti sui conti pubblici e sui cittadini".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: