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Primarie PD 2012 Bene Comune: Matteo Renzi e gli elementi di futuro

Si vota per le primarie del centrosinistra, Italia Bene Comune, domenica 25 novembre 2012. Matteo Renzi interviene al TG1 per spiegare che nel suo programma non c'è tanto il voler cambiare faccia al PD quanto il "voler cambiare faccia all'Italia per mettere elementi di futuro".

Domenica 25 novembre 2012 si vota per le primarie del centrosinistra ( ecco tutte le regole sull'iscrizione, anche online sul sito di Italia Bene Comune, e sul come, dove, quando votare alle primarie del PD ). Tra poche ore l'Italia saprà o chi avrà vinto tra i candidati delle primarie del centrosinistra (Pier Luigi Bersani, Matteo Renzi, Nichi Vendola, Bruno Tabacci e Laura Puppato) o chi, tra di loro, andrà al ballottaggio il 2 dicembre 2012. Matteo Renzi interviene ieri sera al TG1 per spiegare agli elettori ancora indecisi, naturalmente in estrema sintesi, il suo programma. Matteo Renzi conferma prima di tutto che nel suo programma c'è naturalmente "l'elemento del rinnovamento generazionale, perché in tutti i Paesi il ricambio generazione è un dato di fatto, è normale che ad un certo punto si volti pagina". Ma "c'è qualcosa di più, però - aggiunge Matteo Renzi - Noi non vogliamo soltanto cambiare la faccia di qualche parlamentare mandando a casa chi è lì da 20 o 25 anni, noi vorremmo cambiare la faccia del Paese e portare gli italiani a scegliere per mettere elementi di futuro, nel lavoro, nell'occupazione, nell'innovazione, nell'ambiente, nella cultura. Non si tratta cioè soltanto di una scommessa anagrafica, si tratta di restituire credibilità, fiducia, speranza e anima all'Italia. Lo possono fare anche i giovani, insieme all'esperienza degli anziani. Ma chi è stato lì 25 anni ormai ha fallito, bisogna avere il coraggio di riconoscerlo".

Matteo Renzi precisa quindi che il suo progetto politico non prevede tanto il "cambiare il centrosinistra" quanto "il cambiare l'Italia", sottolineando che anzi "il centrosinistra, a differenza degli altri schieramenti, ha avuto il coraggio di mettersi in gioco in modo libero con queste primarie". Matteo Renzi afferma quindi che le primarie del PD non devono essere viste come una "competizione l'uno contro l'altro", spiegando: "Abbiamo magari idee diverse e sfumature diverse, ma tutti abbiamo nel cuore che cosa? L'idea che la politica la smetta di essere soltanto la politica dei palazzi e torni in mezzo alla gente". Matteo Renzi chiarisce che secondo lui "per cambiare oggi non c'è bisogno dell'elenco della spesa di cose da fare" perché queste "vanno fatte e basta". "Per troppo tempo si sono soltanto annunciate riforme che non si sono realizzate - continua l'attuale sindaco di Firenze - Per me il punto centrale è il lavoro. Lo dico pensando a quelli della mia generazione (Matteo Renzi ha 37 anni, ndr) che sono ancora spesso precari. Lo dico pensando ai nostri padri, ai nostri zii che sono cassintegrati a 50 anni ed hanno un sistema di protezione non all'altezza. Ma lo dico pensando che l'Italia possa diventare la più bella startup del mondo se semplifica, se cambia la giustizia civile, se manda in pensione una burocrazia che è opprimente".

Matteo Renzi chiarisce poi su quali basi il PD dovrebbe erigere la coalizione di centrosinistra Italia Bene Comune, spiegando che "l'allenza non può essere un gioco vecchia maniera". "Io non sopporto gli schemi del passato, quando accadeva che facevano gli accordi e gli inciuci dopo - prosegue Matteo Renzi, ammettendo - E' accaduto anche a noi, al centrosinistra, quando si è mandato a casa Prodi per responsabilità della sinistra radicale nel '98 ed è arrivato un governo D'Alema, Cossiga, Mastella. Perché? Perché si sono fatti gli accordi dopo". Matteo Renzi conclude quindi "che qualunque fosse l'accordo, questo debba essere concluso prima, di fronte ai cittadini. Ed anche per questo è fondamentale che ci sia una legge elettorale che consenta di sapere chi ha vinto. Però per fare tutte queste cose occorre avere la forza di una chiarezza nel rapporto con la gente, ed ecco perché la primarie sono importanti. Quindi basta con gli impegni presi dopo".

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