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Matteo Renzi sfida Forza Italia, NCD e M5S: tre proposte per riforma elettorale

Matteo Renzi inizia il 2014 cercando di non deludere le grosse aspettative del suo elettorato, e così lancia il guanto di sfida a Forza Italia, Nuovo Centrodestra e MoVimento 5 Stelle, che dovranno raccogliere tre proposte di riforma elettorale.

"Speriamo che questo 2014 segni una svolta contro la disoccupazione. Su questo tema noi ci faremo sentire in modo molto determinato" promette Matteo Renzi nella sua prima enews del nuovo anno, dove sottolinea il tempo ormai "maturo" per "lanciare in modo chiaro e trasparente" le proposte del PD (o renziane?) affinché le altre forze politiche dicano la loro. Tra queste, naturalmente, "una legge elettorale seria, una riforma della politica con tagli per un miliardo di euro e provvedimenti immediati sul lavoro", cioè quegli stessi obiettivi che hanno portato Renzi, l'8 dicembre scorso, ad essere eletto segretario del PD. In molti preferiscono invece parlare di questa ascesa di Renzi come "incoronazione", ed infatti il sindaco di Firenze invece di interloquire con il popolo democratico se ne fa portavoce (stile Beppe Grillo) e scrive una lettera agli altri partiti, che dovrebbero rendersi disponibili o meno a "tre soluzioni molto diverse l'una dall'altra ma tutte e tre con la fondamentale caratteristica di rispettare il mandato delle primarie dell'8 dicembre". In altre parole, tre proposte di riforma elettorale elaborate da Matteo Renzi ed il suo staff.

Matteo Renzi, per non deludere le grosse aspettative del suo elettorato, punta infatti prima si tutto a superare lo scoglio più facile, e cioè una riforma della legge elettorale che è divenuta indispensabile dopo la sentenza di incostituzionalità del Porcellum emessa dalla Corte Costituzionale. Renzi quindi lancia la sfida a Forza Italia, Nuovo centrodestra e MoVimento 5 Stelle in primis, anche se sul tema probabilmente troverà diversi ostacoli anche all'interno del PD. Le proposte di Matteo Renzi si dividono quindi in:
- doppio turno come i sindaci: chi vince prende il 60% dei seggi e i restanti sono divisi proporzionalmente tra i perdenti. Possibile sia un sistema con liste corte bloccate, con preferenze, o con collegi. Soglia di sbarramento al 5%.
- modello spagnolo con premio di maggioranza e circoscrizioni piccole: divisione del territorio in 118 piccole circoscrizioni con attribuzione alla lista vincente di un premio di maggioranza del 15% (92 seggi). Ciascuna circoscrizione elegge un minimo di quattro e un massimo di cinque deputati. Soglia di sbarramento al 5%.
- rivisitazione della legge Mattarella con premio di maggioranza al posto del recupero proporzionale: 475 collegi uninominali e assegnazione del 25% dei collegi restanti attraverso l'attribuzione di un premio di maggioranza del 15% e di un diritto di tribuna pari al 10% del totale dei collegi.

Matteo Renzi insiste poi, rivolgendosi ai partiti, sulla necessità di "una riforma del bicameralismo con la trasformazione del Senato in Camera delle Autonomie Locali e la cancellazione di ogni indennità per i senatori che non vengono più eletti ma diventano tali sulla base dei loro ruoli nei Comuni e nelle Regioni" e "una riforma del Titolo V che semplifichi il quadro costituzionale e istituzionale, che restituisca allo Stato alcune competenze oggi in mano alle Regioni (per esempio l'energia) e che riduca il numero e le indennità dei consiglieri regionali al livello di quello che guadagna il sindaco della città capoluogo". La lettera di Matteo Renzi annuncia quindi che "nella prossima settimana" sarà cura della segreteria del PD "chiedere appuntamenti bilaterali" a chi tra gli altri partiti "sarà disponibile a incontrarsi" perché "l'obiettivo sarà capire in modo semplice e trasparente se esiste la possibilità di chiudere rapidamente un accordo istituzionale".

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