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Matteo Renzi, lettera ai senatori: triste discutere emendamenti burla

Matteo Renzi scrive una lettera ai senatori che stanno discutendo la riforma del Senato. "Si può essere d'accordo o meno con questa riforma: definirla svolta autoritaria però significa litigare con la realtà" afferma Renzi, aggiungendo: "Vedere il Senato costretto a perdere tempo senza poter discutere in modo civile ma attraverso emendamenti burla è triste".

"Si può essere d'accordo o meno con questa riforma: definirla svolta autoritaria però significa litigare con la realtà" afferma Matteo Renzi in una lettera aperta indirizzata ai senatori, che stanno discutendo il disegno di legge costituzionale. Renzi annuncia quindi: "Subito dopo partiremo con la seconda lettura della legge elettorale su cui abbiamo convenuto circa i punti fondamentali: chiarezza del vincitore, premio di maggioranza proporzionato, principio dell'alternanza. - ed apre - La discussione del Senato consentirà di affrontare i nodi ancora aperti: preferenze, soglie, genere". Il premier rilancia quindi il "programma dei 1000 giorni", aggiungendo che "dopo ognuno farà le proprie scelte in libertà e rispetto". Nel frattempo, però, saranno passati 3 anni. Il Presidente del Consiglio aggiunge quindi: "So che molti di voi sono felici di uscire dallo stallo dei primi mesi di legislatura con un progetto ambizioso. - proseguendo - Ma so anche che in queste ore vedere il Senato costretto a perdere tempo senza poter discutere in modo civile ma attraverso emendamenti burla è triste. E' umiliante, immagino, trascorrere il vostro tempo, prezioso come il tempo di tutti i rappresentanti dello stato, a discutere di argomenti assurdi, come cambiare il nome della Camera dei Deputati in Gilda dei Deputati". Concludendo la lettera ai senatori, Matteo Renzi assicura quindi: "Verrà il giorno in cui finalmente anche certi 'difensori' della dignità delle Istituzioni si renderanno quanto male fa al prestigio del Senato e del Parlamento mostrarsi ai cittadini come si stanno mostrando oggi. - chiudendo - C'è chi vuole bloccare tutto. E c'è chi vuole cambiare, iniziando da se stesso. Dalla vostra capacità di tenuta dipende molto del futuro dell'Italia. Siamo chiamati a una grande responsabilità: non la sprecheremo".

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