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Matteo Renzi lancia il modello Italicum. Contro Renzusconi il MoVimento 5 Stelle?

Matteo Renzi alla direzione del PD annuncia la nuova legge elettorale e il modello "Italicum", affermando che "oggi facciamo le regole con Silvio Berlusconi per evitare di farci un governo in futuro". Contro il "pensiero unico" del nuovo leader "renzusconi" è necessario un partito d'opposizione diverso, posto che potrebbe occupare il MoVimento 5 Stelle se però non si identificherà più solamente in Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio.

Matteo Renzi ha presentato oggi la sua proposta di riforma elettorale alla Direzione del PD. Matteo Renzi lancia così il modello "Italicum" che "prevede una ripartizione nazionale e non su circoscrizioni". Il segretario del PD quindi spiega: "Abbiamo detto no al potere di ricatto dei partitini. Sì a un percorso per cui chi vince lo faccia con una maggioranza solida. Oggi facciamo le regole con Silvio Berlusconi per evitare di farci un governo in futuro. E proponiamo l'assegnazione di un premio di maggioranza che porti al 53% al minimo e al 55% al massimo e che sia assegnabile se si ottiene almeno il 35%. Dunque si parla di un premio che sia al massimo del 18%". Matteo Renzi vuole sbarrare quindi la strada ai piccoli partiti, sale della democrazia (soprattutto in Italia). Il doppio turno viene presentato come unico rimedio contro le larghe intese, ma la "profonda sintonia" che Matteo Renzi ha avuto con Silvio Berlusconi fa presagire in realtà un unico scenario. Nel corso della direzione del PD Matteo Renzi infatti annuncia: "Noi diciamo agli italiani che con le prossime elezioni non si voterà più per il Senato e che il bicameralismo perfetto si supera. - e anticipa - Entro il 15 febbraio il Pd presenterà un ddl costituzionale, per arrivare all'ok in prima lettura al Senato entro il 25 maggio". Il tanto ambito bipolarismo rischia quindi di trasformarsi nel "pensiero unico" del nuovo leader "renzusconi", intercambiabile a seconda degli eventi ma sempre fedele a se stesso. Questo sarebbe quindi il momento per l'ascesa di un "diverso" partito di opposizione, posto che potrebbe essere occupato dal MoVimento 5 Stelle però solo se riuscirà finalmente, e non solo a colpi di annunci, a portare a compimento quel progetto di democrazia diretta e partecipata che aveva, a febbraio 2013, coinvolto il 25% degli elettori. E ciò sarà possibile se il M5S non verrà più confuso con Beppe Grillo o Gianroberto Casaleggio, al pari di Forza Italia da sempre identificata con Silvio Berlusconi e il PD ormai ectoplasma di Matteo Renzi.

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