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Matteo Renzi dà i numeri: mio PD al 40%, quello di Bersani al 25%

Matteo Renzi dà i numeri, annunciando che il suo PD è al 40% mentre quello di Bersani sarebbe 25%. Stoccate dal sindaco di Firenze dirette anche a Massimo D'Alema e Beppe Grillo.

Matteo Renzi sembra essere sempre più sicuro della sua vittoria alle primarie del centrosinistra, tanto da cominciare a dare i numeri, letteralmente, visto che intervistato a In mezz'ora da Lucia Annunziata il sindaco di Firenze sostiene: "Il mio PD arriva al 40 per cento, il loro PD al 25 per cento". Per "loro", Matteo Renzi intende soprattutto quello di Pier Luigi Bersani, e da Torino, dove prosegue il suo tour elettorale, il "rottamatore" ribadisce che la sinistra ha "bisogno di voltare pagina". E anche faccia, visto che senza mezzi termini Matteo Renzi annuncia che se vince le primarie "Massimo D'Alema va a casa definitivamente", sottolineando che anche il passo indietro di Valter Veltroni è stato "un gesto importante". Renzi continua poi la polemica con il segretario del PD sulle regole delle primarie, ribadendo: "Non ce ne andremo da casa nostra neppure se ci cacciano". Renzi chiarisce che la sua "sinistra è leale" e che in caso di sconfitta alle primarie non "scatenerà una guerra" ma lavorerà con il Partito Democratico "con il sorriso". Matteo Renzi non manca però di tornare sulle dichiarazioni che Pier Luigi Bersani ha fatto un paio di giorni fa in merito alla cena organizzata con esponenti della finanza lombarda . Su Facebook Renzi aveva già specificato che in merito al finanziamento della sua campagna elettorale "tutto è online, tutto è trasparente, non c'è un centesimo di spesa pubblica", aggiungendo: "La finanza non è buona o cattiva. La finanza esiste ed è centrale per chi vuole governare un Paese in queste condizioni. La politica autorevole parla con la finanza, la politica meschina si fa dettare la linea dalla finanza". Da Lucia Annunziata, invece, Matteo Renzi spende anche due parole per Serra, l'imprenditore organizzatore della cena che ha annunciato di essere intenzionato a voler querelare Bersani per le sue affermazioni, spiegando: "Credo che il segretario del mio partito abbia detto delle parole di troppo su Serra e farebbe bene a scusarsi. Conosco Serra, lo stimo, fa un mestiere che non sarei capace né vorrei fare e credo che la polemica di questi giorni si ripercuota contro il segretario del mio partito, il che mi dispiace". Matteo Renzi si togli infine anche un piccolo sassolino dalla scarpa, e a Beppe Grillo che lo ha accusato di soffrire di "invidia penis" il sindaco di Firenze replica: "Io più che altro invidio il conto in banca di Grillo".

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