le notizie che fanno testo, dal 2010

Leopolda 5, Renzi: serve tempo indeterminato, ma senza il posto fisso

Chiudendo la Leopolda, Matteo Renzi afferma che bisogna "trovare il modo che ci sia il contratto di lavoro a tempo indeterminato" anche se "il posto fisso non c'è più". In soldoni, un "il futuro è solo l'inizio" dell'indeterminatezza del lavoro, magari basato sulla "politica del 20:80" e sul Tittytainment.

Matteo Renzi, davanti ad un pubblico quasi sognate, chiude la Leopolda 5 col paradosso del "tempo indeterminato" applicato ad un precario. Nell'assicurare che "dobbiamo trovare il modo che ci sia il contratto di lavoro a tempo indeterminato", Renzi sostiene anche però che "il posto fisso non c'è più". E' da qui quindi che "inizia quel futuro" che Renzi annuncia alla Leopolda, cioè con la visione della indeterminatezza del lavoro perché "il mondo è cambiato", come se tale assunto derivasse da una sorta di mutazione morfologica del pianeta Terra. E "siccome è cambiato tutto - prosegue Renzi - e il modello fordista della fabbrica non esiste più, e la 'monogamia' aziendale è in crisi in tutto il mondo, cosa fa un partito di sinistra?". La risposta di Renzi è una sola: abolire l'articolo 18 (considerata dal premier come la "coperta di Linus") e creare le condizioni perché una persona abbia lo Stato vicino quando perde il posto di lavoro. Una idea non nuova, visto che già nel 1996 l'elitè mondiale aveva programmato la "politica del 20:80", dove appunto solo "il 20% della popolazione abile al lavoro sarà sufficiente per far funzionare l'economia mondiale". Il rimanente 80%, intontiti dal Tittytainment, si sarebbero accontentato di un sussidio statale, in cambio di lavori socialmente utili.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: