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Il discorso di Renzi al Senato: parole, parole, parole. Da scuola a giustizia

Matteo Renzi parla per circa un'ora e mezzo al Senato, dove questa sera ci sarà il voto di fiducia, ma di programmatico nel suo discorso c'è davvero poco. Matteo Renzi elenca tutti i suoi cavalli di battaglia, dalla "riforma del lavoro, del fisco, della pubblica amministrazione, della giustizia, della scuola, costituzionale-elettorale", precisando che sono tutte "priorità" e che verranno presentate prima del semestre europeo, il 1 luglio.

"Non ho l'età" per fare il Presidente del Consiglio, inizia il suo discorso al Senato Matteo Renzi. E qualcuno avrà pensato probabilmente neanche i voti.
Il governo è qui oggi per "chiedere la fiducia" sottolinea Matteo Renzi che intende parlare ai senatori con un "linguaggio di franchezza e al limite della brutalità", annuncia. Per Matteo Renzi "chiedere fiducia è controcorrente. Non va di moda" ma precisa: "Ci impegniamo a meritare la fiducia come governo perché l'Italia ha necessità di uscire dalla crisi. Impantanato, incatenato da una burocrazia asfissiante". Matteo Renzi esordisce quindi auspicando: "Vorrei essere l'ultimo Presidente del consiglio a chiedere la fiducia in quest'Aula". Anche se forse gli piacerebbe, Matteo Renzi non intende passare la sua vita a Palazzo Chigi. Con questa sua frase, ribadisce la ferma volontà del governo di abolire il Senato, e quindi di avviare le riforme costituzionali. Anche se parla del "coraggio di prendere delle scelte radicali" il discorso di Matteo Renzi di programmatico ha davvero poco. Molte parole, forse anche dei sogni, ma di quelle "scadenze" necessarie per dare una "accelerazione" al governo si è solo accennato. "Riforma del lavoro, del fisco, della pubblica amministrazione, della giustizia, e della scuola" annuncia quindi Matteo Renzi, chiarendo comunque che la priorità del suo governo saranno le "riforme costituzionali-elettorali". "Gli accordi li rispetteremo nei tempi e nei modi prestabiliti" assicura Renzi, ma non li ribadisce nel corso del suo discorso, precisando solo che l'Italia dovrà arrivare al 1 luglio, al semestre europeo, con "un valore sostanziale". Unica data che Matteo Renzi conferma è quella del 2018, limite però che "ha un senso solo se avvertiamo l'urgenza di un cambiamento radicale" aggiunge. Prima di tutto, Matteo Renzi chiarisce, e rassicura, che "l'Europa non è la madre di tutti i problemi italiani" e che "nella tradizione europeista c'è la parte migliore dell'Italia". Matteo Renzi sogna infatti gli Stati Uniti d'Europa.


Nel sottolineare che "questo è un governo politico", parte dall'importanza nel ridare "centralità della scuola", a partire dal "restituire il ruolo sociale dell'insegnante". Matteo Renzi annunca quindi che ogni mercoledì visiterà una scuola, a partire da Treviso. "Per dare un segnale simbolico. Da lì riparte il Paese. Da lì nasce credibilità del Paese. - spiega Renzi - Ma serve anche una credibilità amministrativa. E chiarezza su edilizia scolastica". Matteo Renzi annuncia quindi che scriverà "una lettera ai sindaci per chiedere un punto sull'edilizia scolastica" perché, citando Renzo Piano, indente "rammendare le periferie". Il Presidente del Consiglio anticipa quindi che "dal 15 giugno a 15 settembre, ci sarà un investimento con miliardi di euro e non decine di milioni, sui singoli territori, partendo su richieste sindaci" per ristrutturare le scuole. Matteo Renzi annuncia quindi quattro riforme. Elecando "i numeri del tracollo" di questi ultimi 5 anni, dal PIL perso alla disoccupazione cresciuta vertiginosamente, Renzi promette un "cambio radicale politiche economiche". "Primo: sblocco totale, non parziale, dei debiti delle pubblica amministrazione, con diverso utilizzo della Cassa Depositi e Prestiti. Secondo: costituzione e sostegno di fondi per le piccole e medie imprese che non hanno accesso al credito, sempre attraverso la Cassa Depositi e Prestiti ma non solo. Terzo: riduzione a doppia cifra del cuneo fiscale attraverso misure serie ed irreversibili, legate non solo alla revisione spesa, con risultati concreti già nei primi mesi 2014" promette quindi Matteo Renzi. Come il premier ed il suo governo intende portare avanti tali riforme non è però chiaro. "Ma non basta. - agginge Renzi - A marzo discussione parlamentare per piano del lavoro, modificando uno strumento universare per chi perde il posto lavoro e modificando le regole normative. Servono nuove assunzioni. Abbiamo bisogno di attrarre investimenti esteri in Italia, agevolandoli". Anche in questo caso, Matteo Renzi non anticipa nessun provvedimento concreto per creare nuovi posti di lavoro. Il discorso di Matteo Renzi prosegue annunciando quindi che bisognerà cambiare la "struttura dirigente della macchina pubblica" che dovrà durare possibilmente quanto un governo. Renzi elenca quindi tutti gli altri suoi caballi di battaglia, dalla "trasparenza online sulle spese della PA" ad una "riforma della pubblica amministrazione da presentare prima delle elezioni europee", e conferma la volontà di "inviare ai dipendenti pubblici e ai pensionati la dichiarazione dei redditi precompilata".

Infine, Matteo Renzi affronta il "quarto punto" che riguarda il nodo "giustizia", spiegando: "Sono passati venti anni di scontro ideologico. Le posizioni sono calcificate. Io credo che sia arrivato il momento, nel mese di giugno, di un pacchetto organico di revisione della giustizia che non lasci fuori niente, a partire dalla giustizia amministrativa" perché "negli appalti pubblici lavorano più avvocati che muratori", nella "giustizia civile ci sono troppe difficoltà" e per la "giustizia penale servono regole chiare". Matteo Renzi torna quindi sul "superamento del Senato" perché "il "procedimento legislativo è farraginoso e ci sono troppi parlamentari" e poi sul superamento del "Titolo V, con la necessità di rivedere le compentenze tra Stato e Regioni". Renzi chiede quindi al Paramento: "Impediamo di votare 25 maggio sulle Province con ddl Delrio". I progetti di legge, prosegue Renzi, dovranno essere in discussione già a marzo, insieme naturalmente la "piano lavoro".
Ovviamente, per Renzi anche "l'Italicum è priorità" pur ammettendo che con il sistema del ballottaggio previsto in questa legge elettorale serve il superamento del Senato.Matteo Renzi precisa quindi che "il Parlamento non è un orpello inutile" ma chiarisce che i tempi di approvazione delle leggi "devono essere rapidi", il che fa già presupporre l'utilizzo di molti voti di fiducia. Renzi conclude il suo discorso lanciando slogan del tipo "non contrapporre identità e integrazione", anticipando che la cittadinanza italiana potrebbe essere assegnata ad un bambino straniero "dopo ciclo scolastico". Anche sulle "unioni civili" Renzi chiede di "trovare un punto d'incontro e di compromesso". Matteo Renzi chiude ricordando che "il valore della cultura fa dell'Italia una superpotenza mondiale", forse dimenticando i dati sull'analfabestismo funzionale che affligge il nostro Paese. In chiusura, Matteo Renzi auspica una "svolta radicale" , da lui rappresentata, sottolineando che nonostante la sua età (e qui si riallaccia all'incipit del suo discorso, un po' come si usa nei temi di terza media) arriva "a questa responsabilità di governo perché il PD ha dato la possibilità di sfidarsi".

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