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Direzione PD, Renzi: quella di Landini è una "Coalizione asociale"

Matteo Renzi afferma che può "fare la riforma della scuola anche domattina" ma concede alla minoranza del PD una quindicina di giorni in più di discussione. Il premier segretario non sembra preoccuparsi invece del problema astensionismo, e bolla il movimento di Maurizio Landini come una "Coalizione asociale". Stefano Fassina però commenta: "Se assumi i punti programmatici dei tuoi avversari poi non ti lamentare se i tuoi non ti votano".

"Non ho problemi sui numeri, posso fare la riforma della scuola anche domattina, anche spaccando il PD ma lo riterrei un errore politico, stessa cosa sulle riforme. Se vogliamo discutere tra di noi, facciamolo, ma serve un codice di condotta interno, che va approvato, senza diktat" afferma Matteo Renzi durante la direzione del Partito Democratico. Eppure, il primo ad emettere diktat è stato sempre Matteo Renzi, tanto che Cesare Damiano in una intervista a La Repubblica sottolinea che per recuperare l'elettorato perso è necessario abbandonare "le posizioni tipo 'vi asfaltiamo', 'tiriamo dritto' e quelle di alcuni ministri 'discuto ma non tratto' " e forse anche quelle tipo 'posso fare la riforma della scuola anche domattina'. Per Damiano infatti non "si può ignorare che una parte del nostro popolo di sinistra si è rifugiato nell'astensionismo". Una parte, invece, è in attesa di veder sbocciare un altro soggetto politico, come potrebbe essere la Coalizione sociale di Maurizio Landini. Eppure, il premier-segretario Renzi afferma che il movimento di Landini "è demagogia pura" perché è "destinata ad essere sconfitta". Renzi quindi dichiara: "Io la chiamo Coalizione asociale guardando certe facce". Al termine della direzione del PD, Stefano Fassina commenta: "Mi aspettavo da una leadership forte maggiore capacità di guardare in faccia alla realtà ed evitare letture strumentali: non credo che possiamo dire che va tutto bene e dove non va bene è per un problema creato dalla minoranza della minoranza". Fassina quindi ribadisce: "Una parte significativa del nostro popolo non ha votato PD per colpa di alcune svolte fatte: non so se ha valore l'accostamento dell'Economist tra Renzi e Thatcher ma sulla delega lavoro abbiamo preso la posizione elettorale del Pdl, sulla scuola i poteri dei presidi sono quelli del ddl Aprea. - concludendo - Se assumi i punti programmatici dei tuoi avversari poi non ti lamentare se i tuoi non ti votano".

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