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D'Alema: Renzi rottama gli elettori. A referendum costituzionale voto No

Massimo D'Alema commenta la sconfitta del PD alle amministrative ed avverte che Matteo Renzi "non si è limitato a rottamare un gruppo dirigente; sta rottamando alcuni milioni di elettori". L'ex premier annuncia poi che al referendum costituzionale voterà No perché "riduce gli elementi di controllo democratico e - combinata con l'Italicum - trasforma il Parlamento nella falange di un capo".

Per Massimo D'Alema non ci sono dubbi. Quella alla amministrative per il PD è una "sconfitta" ma che "va molto al di là di specifici eventi locali. È una tendenza generalizzata" chiarisce l'ex premier sul Corriere della Sera.

Per D'Alema quindi per frenare la "disgregazione del partito" è necessario che Matteo Renzi lasci la carica di segretario del PD. "Il partito è stato volutamente lasciato senza guida. - afferma infatti D'Alema. - È tutto puntato sul leader e il suo entourage, neanche collaboratori. Renzi non convoca la segreteria, che pure è un organo totalmente omogeneo. Si riunisce solo con un gruppo di suoi amici". L'ex presidente dei DS trova poi inutili, se non dannose, le direzioni del PD perché sono solo "momenti di propaganda" con "il capo fa lunghi discorsi, cui seguono brevi dichiarazioni di dissenso".

Massimo D'Alema avverte quindi che a forza di monologhi Matteo Renzi ha perso la sintonia "con la base e con il Paese" perché Renzi, accusa, "non si è limitato a rottamare un gruppo dirigente; sta rottamando alcuni milioni di elettori". Per D'Alema quindi "questo risultato mette in discussione sia il rapporto tra il PD, il suo elettorato e la società italiana, sia la politica del governo. E mette in discussione il modo in cui Renzi esercita tutti e due i ruoli".

Tra i fattori che hanno allontanato l'elettorato anche le riforme tra cui quella sulla legge elettorale, l'Italicum, che per D'Alema infatti "è incostituzionale" perché "i sistemi ultramaggioritari funzionano quando i poli sono due. Ma quando sono tre, o quattro (..) il ballottaggio diventa una roulette in cui una forza che al primo turno ha preso il 25% si ritrova con la maggioranza assoluta dei parlamentari". L'ex premier annuncia inoltre che al referendum costituzionale voterà "No", sostenendo che la riforma di Berlusconi del 2006 "per certi aspetti era fatta meglio". La riforma costituzionale di Renzi invece "riduce gli elementi di controllo democratico e - combinata con l'Italicum - trasforma il Parlamento nella falange di un capo".

Matteo Renzi dovrebbe quindi "cambiare" ma non essendo una "persona orientata a tenere conto degli altri e neanche della realtà" sarà molto difficile. Ma se ciò non succederà, avverte infine D'Alema, "mi pare segnata la via che conduce al ritorno della destra, o all'arrivo dei 5 Stelle".

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