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NASA: scoperta su Marte una nuvola di polvere e un'aurora ultravioletta

La missione Maven (Mars Atmosphere and Volatile EvolutioN) ha scoperto due fenomeni inaspettati nell'atmosfera marziana. Come riporta la NASA, la sonda ha infatti osservato una nuvola di polvere inspiegabile e un'aurora ultravioletta che si estendeva nell'emisfero settentrionale di Marte.

La missione Maven (Mars Atmosphere and Volatile EvolutioN), costituita da una sonda entrata in orbita attorno a Marte il 21 settembre 2014, ha scoperto due fenomeni inaspettati nell'atmosfera marziana. Come riporta la NASA, la sonda ha infatti osservato una nuvola di polvere inspiegabile e un'aurora che raggiunge in profondità l'atmosfera di Marte. La NASA sottolinea che la nube di polvere sopra la superficie marziana (ad un'altitudine che va dai 150 ai 300 chilometri) non era prevista ma, al contempo, assicura che non vi è alcun pericolo per Maven e gli altri veicoli spaziali in orbita attorno a Marte. Laila Andersson del Colorado's Laboratory for Atmospherics and Space Physics evidenzia: "Se la polvere proviene dall'atmosfera, questo suggerisce che ci manca qualche processo fondamentale in merito all'atmosfera marziana". Non è ancora chiaro se la nube fa parte di un fenomeno temporaneo o di lunga durata. Finora, nessun'altro strumento di Maven aveva mai rilevato la nube di polvere sopra la superficie di Marte. Ma la missione della NASA rivela altre soprese. Cinque giorni prima dello scorso Natale, infatti, il Maven Imaging Spectrograph Ultraviolet (IUVS) ha osservato quello che gli scienziati hanno chiamato le "Christmas lights" (luci di Natale), cioè una aurora ultravioletta che si estendeva nell'emisfero settentrionale di Marte. Sulla Terra l'aurora, spesso denominata aurora boreale o aurora australe a seconda dell'emisfero in cui si verifica, è un fenomeno ottico causato da particelle energetiche come gli elettroni che, entrando nell'atmostera, provocano un gas luminoso di colore rosso-verde-azzurro. I particolari colori di un'aurora dipendono dai gas sono presenti nell'atmosfera, dal loro stato elettrico e dall'energia delle particelle che li colpiscono. La fonte di queste particelle energetiche sembra essere il Sole. A tal proposito, la NASA ha avviato la missione Magnetsopheric Multiscale (MMS), costituita da quattro satelliti che avranno il compito di studiare la riconnessione magnetica. L'effetto più visibile della riconnessione magnetica è infatti l'aurora polare.

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