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Marte: vita possibile nelle "oasi marziane" del Noctis Labyrinthus

Le analisi delle immagini di Marte suggeriscono ai ricercatori due zone precise, due "oasi", dove particolari argille indicherebbero la presenza, in un "recente" passato geologico, di "acqua persistente". Le condizioni sarebbero state adatte per accogliere la vita. E le Cronache Marziane di Bradbury.

Con il proseguire delle ricerche e dell'esplorazione spaziale, oltre al progressivo svelamento di "cover up" certamente esistenti, forse si arriverà a considerare quelle "Cronache Marziane" di Ray Bradbury un romanzo profetico, naturalmente dopo un bel rogo di libri da parte di Guy Montag. Nuove prove di "possibile esistenza" di vita su Marte arrivano dall'analisi delle immagini del Pianeta rosso (Mars Express,OMEGA, MRO-CRISM), proprio a poche settimane dall'annuncio della NASA sull'intenzione di spedire il rover Curiosity a caccia di "fossili molecolari" (leggi qui http://is.gd/xRMStd e per i "fossili molecolari" consigliamo l'eccitante lettura di D.E.G Briggs "La produzione delle forme fossili" Jaca Book - 1993). Ora secondo una ricerca pubblicata dalla rivista Geology da parte dei ricercatori della Planetary Science Institute (organizzazione fondata nel 1972), sembrerebbe che ci sarebbero almeno due luoghi di Marte, quasi due "oasi", che potrebbero aver ospitato qualche forma di vita. Due depressioni dove presumibilmente c'era acqua in modo "permanente" e dove quindi la vita poteva sguazzare a piacimento. L'indizio è sempre lo stesso: in questi luoghi la composizione stratigrafica registrata dalle solerti sonde terrestri (nel senso di "lanciate dai terrestri") è compatibile con la presenza di acqua allo stato liquido. Catherine Weitz, autore principale dello studio e scienziato membro del Planetary Science Institute afferma a proposito: "Abbiamo scoperto delle zone nei pressi del Noctis Labyrinthus che mostrano diversi tipi di minerali che sono stati formati da attività dell'acqua. Le argille che abbiamo individuato, chiamate smectiti 'ferro-magnesio', sono molto più giovani nella zona del Noctis Labyrinthus rispetto a quelle che si trovano nelle altre rocce antiche su Marte, questo indica un ambiente diverso, in queste depressioni, condizionato dall'acqua, rispetto a quello che è successo altrove su Marte". Particolarità della smectite, segnalata dai ricercatori del PSI è proprio la particolarità di "espandersi rapidamente e contrarsi con l'acqua assorbita". La smectite, non riferendosi solamente a quella "marziana", scrivono ancora i ricercatori, contiene silice più alluminio, ferro o magnesio nella sua struttura e si forma dall'alterazione di altri minerali silicati in presenza di acqua "non acida". Ovviamente la smectite è un minerale molto ben conosciuto sul pianeta Terra, dato che è presente (o addirittura rappresenta il principale costituente) di moltissime argille, anche, ad esempio, di quelle che ci si spalma sul viso per farsi una salutare "maschera purificante". Su Marte queste smectiti sarebbero la testimonianza inequivocabile della presenza, nelle due depressioni del Noctis Labyrinthus, "di acque persisistenti" formate "due o tre miliardi di anni fa", il che indicherebbe che queste zone del Pianeta rosso sarebbero "uniche e avrebbero potuto essere le regioni più abitabili su Marte in un periodo in cui condizioni asciutte dominavano la superficie", come afferma Janice Bishop co autrice dello studio e ricercatrice del SETI Institute. Il sogno di esplorare queste "oasi" di Marte con delle sonde terrestri è molto forte ma, come ricorda Catherine Weitz: "Queste depressioni sarebbero luoghi fantastici ma purtroppo il terreno accidentato rende pericoloso sia l'atterraggio che la guida di eventuali rover". Ma se qualcuno prima o poi scenderà sul Noctis Labyrinthus (il "labirinto della notte") potrà assaporare certamente queste parole: "C'era un gran silenzio nella notte fonda di Marte, il silenzio che regna in un pozzo freddo e buio, con le stelle che scintillavano nelle acque dei canali e, respirando in ogni stanza, i bambini si rannicchiavano coi ragni d'oro stretti fra le dita, gli amanti mano nella mano, tramontate le due lune, fredde le torce, deserti gli anfiteatri marmorei" (Ray Bradbury, Cronache Marziane, traduzione di Giorgio Monicelli, fratello di Mario, Mondadori http://is.gd/E4oRfM).

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