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Marte: c'è acqua salata. Microbi rover NASA rischiano di contaminare il Pianeta Rosso

Su Marte c'è acqua salata. Non è una bufala. Ad affermarlo non i soliti "complottisti" ma la NASA. La scoperta è stata effettuata dalla Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) che avrebbe individuato striature misteriose su alcuni pendii di Marte formate da sali idrati il che andrebbe a significare che "l'acqua svolge un ruolo fondamentale nella formazione di queste strisce scure". L'acqua potrebbe non essere però così salata e quindi ospirare microbi (vita), magari portati su Marte dal rover Curiosity della NASA quando partito dalla Terra.

Su Marte scorre dell'acqua. Ad affermarlo ufficialmente è la NASA che sostiene che non in un lontano passato ma attualmente sul Pianeta Rosso c'è dell'acqua salata, il che potrebbe significare che Marte potrebbe ospitare anche la vita. La scoperta è stata effettuata dalla Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA, una sonda spaziale lanciata nel 2005 che ha come obiettivo della missione quello di analizzare in maniera dettagliata Marte allo scopo di individuare un potenziale luogo di atterraggio per future missioni sul pianeta. La MRO è progettata per portare a termine osservazioni di Marte ad altissima risoluzione. Dopo aver analizzato i dati della Mars Reconnaissance Orbiter, la NASA sostiene quindi di avere in mano la prova che su Marte scorre acqua liquida a seconda dei periodi dell'anno marziano. Usando lo spettrometro ad immagine della MRO, i ricercatori della NASA hanno infatti rilevato striature misteriose su alcuni pendii di Marte, le quali fanno ipotizzare il flusso e il riflusso dell'acqua sulle rocce nel corso del tempo. Striature allungate durante l'estate marziana, molto meno visibili quando le temperature si raffreddano, per poi ricomparire l'anno successivo. Queste striature sono state chiamate "streaks recurrent slope linae" (R.S.L.s)

Queste striature su Marte sarebbero formate dai sali idrati il che andrebbe a significare che "l'acqua svolge un ruolo fondamentale nella formazione di queste strisce scure" come osserva Lujendra Ojha del Georgia Institute of Technology (Georgia Tech) di Atlanta, principale autore dello studio pubblicato su Nature Geoscience. Infatti, i segni del sale idrato scompaiono quando le striature sbiadiscono, cioè quando scorrerebbe "acqua allo stato liquido". Gli idrati sono infatti sali "inorganici 'che contengono molecole d'acqua combinate in un rapporto definito come una parte integrale del cristallo' che sono confinati a un nucleo metallico o che hanno cristallizzato con il composto metallico. Si dice che tali idrati contengano acqua di cristallizzazione o acqua di idratazione" spiega Wikipedia. Alcuni sali noti come sali idrati quando cristallizzano inglobano infatti nella loro struttura cristallina un certo numero di molecole di acqua. Riscaldando un sale idrato si ha quindi la perdita dell'acqua inglobata nella struttura cristallina (acqua di idratazione o acqua di cristallizzazione). Perdendo l'acqua di cristallizzazione il sale cambia aspetto e colore.

Ojha ipotizza che le striature misteriose siano formate da minerali idrati chiamati perclorati, che abbassano la temperatura di congelamento, facendo rimanere l'acqua allo stato liquido anche con temperature molto basse. Alcuni perclorati sono infatti già stati rilevati su Marte: il lander Phoenix e il rover Curiosity della NASA li hanno in passato trovati nel suolo del Pianeta Rosso. Diversi scienziati ritengono inoltre che persino le missioni Viking nel 1970 avevano individuato questi sali. La novità della MRO è che ha scoperto che questi sali idrati sarebbero presenti in molte zone di Marte. Ma per produrre i sali idrati "ci deve essere stata recentemente acqua liquida" ribadisce Alfred S. McEwen, professore di geologia planetaria presso la University of Arizona e principale studioso delle immagini elaborate dalla fotocamera ad alta risoluzione sulla Mars Reconnaissance Orbiter. E quando McEwen dice "recentemente" intende "giorni". Rimane però il mistero della provenienza di quest'acqua. McEwen sottolinea che esistono solo due ipotesi al riguardo, e cioè che l'acqua marziana viene dall'alto o dal basso. I perclorati possono agire come una spugna, assorbendo l'umidità dell'aria, ma le misurazioni indicano che su Marte l'umidità è davvero molto bassa. L'altra possibilità è che delle falde acquifere, ghiacciate durante l'inverno, si sciolgano durante l'estate risalendo in superficie.

La scoperta di vita su Marte, comunque, continua a rimanere lontana. Anche se venisse confermato il flusso di acqua, quella che scorre su Marte potrebbe essere così salata da creare un ambiente ostile per qualsiasi organismo. Alcuni scienziati però sottolineano che esiste la possibilità di sopravvivenza di alcuni microbi. Intanto, la NASA appare già preoccupata del fatto che alcuni batteri possano essere stati trasportati su Marte dalla Terra attraverso il rover Curiosity, (che sembra non essere stato sterilizzato a sufficienza prima della partenza) il che creerebbe il rischio contaminazione del Pianeta Rosso.

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