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Marte: Mars Express esplora l'Aureola dell'Olympus Mons. Foto ESA

La sonda Mars Express dell'ESA ha catturato affascinanti foto che mostrano l'Aureola nella zona del Sulci Gordii, vicino all'Olympus Mons su Marte, il più grande vulcano del sistema solare. Foto che immortalano frane gigantesche, colate di lava e forze tettoniche, e canali forse anticamente anche attraversati dall'acqua.

Frane gigantesche, colate di lava e forze tettoniche sono state fotografate dalla Mars Express dell'ESA, in una regione nei pressi del più grande vulcano del sistema solare, l'Olympus Mons (Monte Olimpo), su Marte. Anche se tutti parlano solo del rover Curiosity della NASA, che ultimamente si è reso protagonista non tanto per le sue scoperte ma per l'osceno disegno tracciato sulla terra rossa, anche l'ESA (European Space Agency) sta studiando il pianeta Marte, grazie alla sua sonda Mars Express, lanciata il 2 giugno 2003 dal Cosmodromo di Baikonur in Kazakhstan usando un lanciatore Sojuz. Da allora, la Mars Express "osserva" Marte, ed il 23 gennaio 2013 ha catturato diverse immagini nella zona del Sulci Gordii, a circa 200 km a est dell'Olympus Mons. L'Olympus Mons è il più grande rilievo del pianeta Marte e dell'intero sistema solare, con i suoi oltre 25 km di altezza ed una struttura di oltre 600 km di diametro. Il vulcano è circondato da una regione nota come Aureola dell'Olympus Mons, che racconta la storia del crollo dei fianchi più bassi del vulcano nel suo lontano passato. Le creste giganti che si sono formate ai suoi piedi potrebbero inoltre indicare una possibile presenza di attività glaciale su Marte, con conseguente rimodellamento della superficie. Ecco quindi l'importanza delle foto catturate dal Mars Express dell'ESA, che mostrano l'Aureola nella zona del Sulci Gordii, le cui pianure lisce che circondano l'area suggeriscono come la frana dell'Olympus Mons sia stata poi parzialmente sepolta da flussi di lava. L'ESA sottolinea come l'effetto ondulato delle creste si osserva meglio nelle viste prospettiche ravvicinate, e zoomando su queste immagini si scopre che le colline e le creste sono coperte anche da polveri fini create dal vento, erodendo i detriti prodotti dalla frana. In alcune foto si notano inoltre numerosi sinuosi canali che attraversano il paesaggio. L'ESA spiega che questi canali, che variano in lunghezza da circa 50 km a 300 km, sono stati probabilmente attraversati da colate laviche di breve durata, ed ipotizza forse anche da acqua, visto che alcuni sono improvvisamente interrotti da faglie tettoniche. L'ESA sottolinea che proprio studiando regioni complesse come questa, e confrontandole con esempi simili che si trovano sulla Terra, gli scienziati saranno sempre di più in grado di scoprire i processi geologici che hanno dominato nei tempi antichi Marte, quando era ancora un pianeta attivo.

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