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ESA, missione Exomars: trovato il Mare Tranquillitatis di Marte, è Oxia Planum

Marte sta per essere "riconquistato" dagli europei (insieme ai russi) con la missione Exomars. Obbiettivo (scontato) della missione è quello di trovare la vita sul Pianeta Rosso (già bolscevico e traditor), ma uno degli obbiettivi è anche quello di tastare il terreno per l'ammartaggio del primo equipaggio (Eurorusso?). Che Oxia Planum fosse il Mare Tranquillitatis lunare?

L'ESA insieme a Roscosmos (l'Agenzia spaziale russa) ha individuato tra i tanti luogi candidati sulla fascia equatoriale di Marte il sito per l'atterraggio del rover della missione Exomars 2018. La ricerca del sito per il landing del robottino (o è meglio chiamarlo drone, come moda impone) era cominciata nel dicembre 2013 e aveva preso in considerazione altri punti relativamente vicini tra loro, confinanti con l' Arabia Terra e la Margaritifer Terra (questi i nomi delle regioni marziane vicine all'equatore); si tratta delle zone Mawrth Vallis, Hypanis Vallis e Aram Dorsum. La scelta finale però è ricaduta su Oxia Planum (anche se una seconda scelta, in caso di problemi nel viaggio, sarà comunicata tra qualche tempo), per una serie di valutazioni, a partire da quelle geologiche. E' interessante ricordare che non lontano da Oxia Planum e dalle altre zone candidate per il landing del rover eurorusso è anche atterrata nel 1976 la sonda NASA Viking 1 (lander ancora non semovente ma ricchissimo di strumenti e fascino, e che si trova tuttora nella regione marziana di Chryse Planitia). Ancora più vicina a Oxia Planum (nell'Ares Vallis) si è poggiato Mars Pathfinder (data stellare 1997) aprendo la strada al suo rover Sojourner. Ma anche il longevo Opportunity (fratello gemello del rover Spirit) è atterrato a Meridiani Planum nel 2004, sempre, relativamente, nelle stesse zone. Insomma quella di Oxia Planum e dintorni è un'area marziana molto battuta dalle sonde terrestri (che ormai sono un'attrazione domenicale per le famiglie marziane, come penserebbe Bradbury) per dei motivi di opportunità scientifica e di mera convenienza tecnica. Oxia Planum è stata quindi scelta non solo per la sicurezza tecnica dell'ammartaggio della nuova missione ma perché si trova in un luogo che presenta delle rocce vecchie poco meno di 4 miliardi di anni, ricchissime di spunti geologici.

Questa volta difatti Marte sarà trivellato, come ricorda l'ESA, con un'asta che arriverà alla profondità di 2 metri, per analizzare dei veri carotaggi (e non delle grattatine come fino ad ora) che permetteranno di comprendere meglio gli aspetti geologici e la possibile presenza di forme di vita (fossili o viventi). La missione Exomars è divisa un due parti. La prima fase partirà con un Proton-M nel marzo 2016 (Exomars 2016) e porterà su Marte (sette mesi dopo) il lander Schiapparelli (un LDM "Landing Demonstrator Module" intitolato a Giovanni Virginio Schiaparelli nostro Senatore del Regno d'Italia, astronomo e scopritore dei "canali di marte") insieme al Trace Gas Orbiter (TGO), che analizzerà la composizione dei gas disciolti nell'atmosfera marziana. La prima missione, con Schiapparelli in testa, atterrerà nella placida zona di Meridiani Planum, proprio come Opportunity. La seconda fase di Exomars, il cui lancio è in programma nel 2018 (Exomars 2018), prevede l'atterraggio del rover sul Pianeta Rosso nel 2019 su Oxia Planum, e avrà specificatamente il ruolo di trovare tracce di vita. Ma se gli obbiettivi della missione Exomars sono di tipo geochimico, geofisico e biologico, l'altro scopo di ESA e Roscosmos è quello di tastare la mobilità sul terreno, l'atterraggio di pesanti carichi sulla superficie marziana e identificare possibili pericoli sulla superficie per le prossime future missioni con equipaggio umano.

Oxia Planum potrebbe essere infatti il Mare Tranquillitatis marziano, ovvero il luogo in cui la missione Apollo 11, il 20 luglio del 1969, ebbe il suo coronamento facendo poggiare il piede di Neil Armstrong sul suolo selenita. Anche l'ASI, l'Agenzia spaziale italiana, giocherà un compito importante nella missione Exomars, anche per via della trivellazione marziana. "La pianura di Oxia è ritenuta ricca di ghiaccio ed acqua e sarà nei prossimi anni al centro dell'attenzione degli scienziati planetari. Qui dovrebbe atterrare il lander di Exomars 2018 con il perforatore costruito in Italia che andrà a cercare cosa c'è sotto la superficie fino ad una profondità di 2 metri. Si tratterà di una prima mondiale - spiega il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston -, come è stato per Rosetta e Phile sulla cometa 67/P. Una prima in cui l'Italia, con l'ASI e i suoi scienziati, è in prima fila". Sulla missione Exomars incombe però la "maledizione marziana" che affligge i russi dalle prime missioni sovietiche, per finire con la catastrofe di Phobos-Grunt.

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