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Curiosity spara laser di prova. ChemCam saggia Coronation

Curiosity spara raggi laser da un milione di watt per "vaporizzare" le pietre. Il "raggio della morte" con ChemCam arriva anche su Marte, ma per nobili scopi scientifici. Ad esempio quello di colpire, con tanta fortuna, un bel "fossile molecolare".

Carico di speranze, di un potenziale elettorale non indifferente e di un reattore nucleare a bordo (in realtà un Generatore termoelettrico a radioisotopi), Curiosity non poteva non avere in dotazione anche una "pistola laser" da sfoggiare sul suolo marziano. Ovviamente per motivi scientifici. E così proprio ieri, 19 agosto, la piccola utilitaria marziana (vero nome "Mars Science Laboratory") dal peso di 900 Kg ha "sparato" la sua prima serie di "impulsi laser" di prova. Proprio come ogni adolescente dei film "di formazione" targati stelle e strisce, Curiosity spara sul bersaglio più vicino, a prescindere, come ha sottolineato lo staff della NASA che si occupa dell'esperimento, dal "valore scientifico" del target. La pietra su cui il rover Curiosity ha focalizzato il suo fascio laser è infatti una "stupida pietra", composta presumibilmente di basalto, di nome N165, scelta per la prossimità nei confronti del rover e per la sua "facilità" di tiro. Il "colpo" era tanto per tarare gli strumenti. Strumenti piuttosto raffinati dato che il laser appartiene all'esperimenti ChemCam, un apparecchio che, tramite la "vaporizzazione" delle pietre tramite laser, grazie ad un raffinato spettrometro, può "rivelare" la costituzione e la "sostanza" del materiale colpito. Lo strumento, che si avvale della tecnologia già ampiamente sperimentata sulla terra (che si chiama "laser-induced breakdown spectroscopy") usata soprattutto in ambienti ostili quali reattori nucleari, fondali marini, è stato sviluppato dagli scienziati del Los Alamos National Laboratory in partnership con i francesi del Centre National d'Etudes Spatiales (CNES) e il Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS). Se i francesi stavolta ci hanno messo gran parte della tecnologia, con Sylvestre Maurice dell'Institut de Recherche en Astrophysique et Planetologie (IRAP) a Tolosa, Francia, che si dichiara entusiasta ("è sorprendente che i dati sono ancora meglio di quanto abbiamo mai avuto durante le prove sulla Terra, in rapporto segnale-rumore", dice) la Nasa aggiunge all'esperimento la giusta dose di marketing. Innanzitutto via il freddo nome N165 della "stupida pietra", che ora è stata battezzata, sempre senza alcuna enfasi "Coronation", e la "sparata laser" che serve per testare gli strumenti diventa subito "trionfo". Il ChemCam (Chemistry and Camera instrument) ha colpito Coronation con trenta pulsazioni laser in dieci secondi. Ogni impulso è di oltre un milione di watt di potenza per una manciata di miliardesimi di secondo. ChemCam in due anni effettuerà molti esperimenti, aspettando che in uno "stupido sasso" si nasconda magari il sognato "fossile molecolare" marziano.

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