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Vaticano "benedice" o "svela" strategia di comunicazione di Monti?

Mentre nel gennaio scorso molti media plaudivano il gesto di Mario Monti di non baciare l'anello del Pescatore del Papa (per sottolineare la laicità dello Stato, si diceva), oggi gli stessi (chi più che meno) raccontano di una presunta "benedizione" del Vaticano all'ex premier che sta per "salire in politica". A qualcuno, però, l'articolo dell'Osservatore Romano ha semplicemente "svelato" la strategia di comunicazione politica di Mario Monti.

In una passata intervista a L'Osservatore Romano Mario Monti, da poco nominato Presidente del Consiglio, sottolineava che "le mani del Papa sono mani forti che sostengono il peso di molti; sono mani che rassicurano, perché a loro volta si fanno sorreggere". Mani che Mario Monti ha stretto in segno di saluto, invece di baciare l'anello del Pescatore, il giorno della prima udienza con Papa Benedetto XVI, gesto naturalmente rimasto impresso a molti fedeli cattolici. Un comportamento, quello di Mario Monti, che voleva sottolineare la (orgogliosa) laicità delle istituzioni, come fu interpretato da molti media. Gli stessi che oggi invece plaudono per una presunta "benedizione" del Vaticano alla "salita in politica" del premier tecnocrate, visto che siamo in piena campagna elettorale. A "benedire" Mario Monti sarebbe un altro articolo dell'Osservatore Romano a firma di Marco Bellizi che evidenzia "una prospettiva che fornisce da sola molto materiale alla riflessione dei partiti", spiegando: "Monti è stato chiamato dai partiti a prendere decisioni inderogabili, di cui nessuno intendeva però prendersi la responsabilità diretta, per il timore di pagare un prezzo elettorale troppo alto - mentre - Quelle stesse forze politiche si ritrovano ora a interrogarsi sull'impatto che può avere la 'salita in politica' di chi doveva, quasi per mandato, diventare impopolare".

Bellizi sottolinea poi in maniera lungimirante il perché Mario Monti abbia scelto proprio l'espressione "salire in politica", ricordando in primis "la sintonia con il messaggio ripetuto in questi anni dal presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano , non a caso un'altra figura istituzionale che gode di ampia popolarità e alla quale tutti riconoscono il merito di aver individuato proprio nel senatore a vita l'uomo adatto a traghettare l'Italia fuori dai marosi della tempesta finanziaria". Marco Bellizi chiarisce quindi che salire in politica "è in sintesi l'espressione di un appello a recuperare il senso più alto e più nobile della politica che è pur sempre, anche etimologicamente, cura del bene comune. Ed è questa domanda di politica alta che probabilmente la figura di Mario Monti sta intercettando o sulla quale comunque il capo del Governo uscente intende legittimamente far leva e che interpella i partiti al di là dei contenuti del suo manifesto politico".

Più che una "benedizione" del Vaticano, quindi, l'articolo dell'Osservatore Romano "svela" soprattutto la strategia di comunicazione politica di Mario Monti, che non sembra proprio pensata per un ruolo da super partes.

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