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Riforma lavoro: sarà Monti a "tirare le somme"

Mario Monti prende in mano la situazione e convoca per martedì 20 marzo le parti sociali "per tirare le somme" riguardo la trattativa del mercato del lavoro. Monti auspica l'accordo, che però non è necessario, come ribadito già altre volte.

Mario Monti sembra intenzionato a mettere lui stesso la parola fine sulla trattativa (se di trattativa si può parlare) riguardo la riforma del mercato del lavoro, soprattutto dopo l'infelice uscita del ministro Elsa Fornero quando afferma che "se uno comincia col dire no, perché dovremmo mettere lì una paccata di miliardi?".
E così attraverso una nota di palazzo Chigi Mario Monti informa di aver convocato, in accordo con Elsa Fornero, le Parti Sociali per martedì 20 marzo alle ore 15.30. All'incontro prenderanno parte anche il Ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, il Ministro dell'Istruzione e della Ricerca scientifica Francesco Profumo, il Vice Ministro dell'Economia e delle finanze Vittorio Grilli e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà.
La riunione con le parti sociali "sarà l'occasione per tirare le somme di un percorso di dialogo avviato a Palazzo Chigi il 23 gennaio 2012 e che porterà ad una conclusione, auspicabilmente con un pieno accordo, entro la fine di marzo", spiega la nota. Se il pieno accordo però non ci sarà, non sarà un problema per Mario Monti, perché la riforma del lavoro è una priorità per il governo, necessaria per la crescita del Paese, assicura. Sul tavolo la questione degli ammortizzatori sociali, e le relative risorse, nonché la modifica dell'articolo 18 dello Statuto dei lavorori, essenziale per regolare la flessibilità in uscita.
Da Twitter la CGIL continua ad assicurare che sull'articolo 18 "non si può intervenire ma si può lavorare sui tempi dei processi, spesso troppo lunghi". Non dello stesso avvivo il segretario del PD Pier Luigi Bersani, che al vertice convocato a Palazzo Chigi non incentrerà la discussione sull'articolo 18, come anticipa, ma solo sul "complesso dell'operazione e sugli ammortizzatori, sui contratti e sulle risorse". Insomma, mentre fino a poco tempo fa, prima dell'arrrivo del governo tecnico, la sinistra gridava allo scandalo appena l'allora governo Berlusconi parlava di riforma dell'articolo 18, ora Monti "il pacificatore" sembra riuscire a mettere sempre più d'accordo tutte le parti.
"Tutte le nostre energie e il nostro impegno sono volti a far sì che il Governo possa varare entro la prossima settimana la riforma del mercato del lavoro" scrive infatti su Facebook il segretario del Pdl Angelino Alfano.
Insomma, tutti sulla stessa linea, un po' come in Parlamento dove ancora una volta il governo dei tecnici presenta un provvedimento blindato, quello sulle liberalizzazioni già passato al Senato, tanto da scatenare la protesta della Lega Nord che abbandona i lavori delle commissioni, giudicate dagli esponenti del Carroccio "inutili", sottolineando come Monti "sta celebrando il processo funebre dell'autonomia della Camera e dei deputati".

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