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Olli Rehn: poche riforme governo Berlusconi. Priorità di Monti giuste

Mario Monti continua ad spiegare che le riforme in programma, per rilanciare la crescita e raggiungere il pareggio del bilancio, saranno "eque ed incisive". Quali siano, però, non è ancora chiaro, anche se Olli Rehn assicura che "le priorità del primo ministro Monti che ha elencato sono giuste".

"Se cade l'Italia cade anche l'euro, con esiti imprevedibili" avrebbero detto Nicolas Sarkozy e Angela Merkel durante l'incontro a Strasburgo con Mario Monti. E per questo, il premier ha spiegato, ancora una volta, che l'Italia ha bisogno di riforme strutturali "eque ma incisive". Quali siano queste riforme, però, non è ancora dato sapere. Unica indiscrezione è che probabilmente entro Natale sarà varato un primo pacchetto di provvedimenti, probabilmente all'interno dell'ennesima manovra correttiva che dovrebbe ammontare a 15 miliardi di euro. "Presenteremo le misure quando siamo sicuri, non si possono fare annunci e poi tornare indietro" avrebbe detto il ministro dell'Ambiente Corrado Clini. All'Europa, invece, le riforme sono state già mostrate, tanto che il commissario europeo per gli Affari economici e monetari Olli Rehn, arrivato a Roma, ha spiegato che "le priorità del primo ministro Monti che ha elencato sono giuste", sottolineando tutto il suo "supporto" a Mario Monti nell' "adottare misure forti per rilanciare la crescita economica". Ad anticipare cosa si dovranno aspettare gli italiani nei prossimi mesi è sempre Olli Rehn, che spiega come l'Italia si trovi attualmente "in un contesto particolare perché il precedente governo, mentre aveva presentato una serie di obiettivi e di bilancio, si era molto meno occupato di riforme strutturali". Per questo motivo, continua il commissario UE, "la crescita dell'economia italiana e del Paese è stata lenta, ormai da vari anni", annunciando che quindi "c'è urgente bisogno di riforme strutturali, del mercato del lavoro, riforma del settore pensionistico, l'accelerazione della giustizia civile". Naturalmente, tutto questo sarà solo per "assicurare la giustizia sociale" e per "offrire ai giovani la prospettiva di più posti di lavoro e di migliori posti di lavoro", precisa Olli Rehn. Nel pacchetto presentato però c'è anche la mobilità per i dipendenti pubblici, oltre alla reintroduzione dell'ICI e all'aumento dell'IVA, misure che probabilmente incideranno soprattutto per le classi medio-basse. In programma, inoltre, cessioni di immobili statali, privatizzazioni e liberalizzazioni. Finora, quindi, sembra che si continui semplicemente a parlare di tagli e di aumenti delle tasse, il tutto finalizzato per far cassa e raggiungere quel famoso pareggio di bilancio entro il 2013 su cui sembra ruotare l'intera crisi. Insomma, forse qualche italiano penserà che questo governo tecnico alla fine non sia così diverso da quelli passati, tanto che anche Olli Rehn è sicuro del fatto che pure il democristiano Don Camillo e il comunista Peppone di Giovannino Guareschi avrebbero dato il loro appoggio a Mario Monti.

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