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Monti: uniti con Francia-Germania. Passera: dare all'UE una vera banca

Che Mario Monti vada a "braccietto" con la UE pare evidente ormai a tanti, quindi andare ad apprendere che l'Italia "lavora mano nella mano con la Francia, così come con la Germania" non stupisce probabilmente i più smaliziati analisti. E Passera sembra rilanciare l'idea di una BCE prestatore di ultima istanza.

Che Mario Monti vada a "braccietto" con la UE sembra evidente ormai a tanti, quindi andare ad apprendere che l'Italia "lavora mano nella mano con la Francia, così come con la Germania" non stupisce probabilmente i più smaliziati analisti. Naturalmente, sempre "per proseguire nella costruzione europea", le cui prime fondamenta verranno gettate a breve con l'approvazione del 'Fiscal Compact', che darà attuazione a quelle decisioni relative al nuovo Patto di bilancio ed al Trattato intergovernativo concordato da 26 Paesi dell'UE, ad eccezione della Gran Bretagna. Monti, dopo l'incontro con il primo ministro francese Francois Fillon a Parigi, spiega infatti che tra Francia e Italia "l'intesa non è soltanto su temi bilaterali ma su come costruire la costruzione europea e sulla sua governance". Secondo il premier, l'Europa "si è dimostrata più debole di quanto pensavamo che fosse e questo in particolare per le difficoltà a fare fronte ad una crisi che non riguarda l'euro ma riguarda gli aspetti finanziari e di bilancio pubblico di alcuni Paesi". L'intento di Mario Monti sembra, d'altronde, essere quello di andare a "limare" il Fiscal Compact, che a quanto pare, se non modificato in alcune sue parti, costringerebbe l'Italia "a varare manovre ogni anno di circa 40 miliardi di euro" (Agi http://is.gd/NpDJoU) visto che scatterebbero sanzioni automatiche se i parametri fissati da Bruxelles non venissero rispettati dai Paesi dell'UE che sottoscrivono il Trattato fiscale dell'Unione. Nel corso del convegno "Nouveau Monde" interviene anche Corrado Passera, ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti, condividendo l'idea di Monti riguardo al fatto che "l'UE si è dimostrata inadeguata" ad affrontare la crisi. "Ancora non abbiamo una soluzione alla crisi finanziaria", ammette Passera, precisando quindi che "non esiste comunque una soluzione unica ma diverse". Tra queste, quella di "dare all'UE una vera banca centrale per gestire la stabilità e la liquidità del mercato", e cioè, pare lasciar intendere, far divenire la BCE "prestatore di ultima istanza", anche se finora Mario Draghi non sembra affatto condividere tale soluzione. Oltre al Fiscal Compact, un'altra soluzione potrebbe essere l'introduzione della Tobin Tax, cioè la tassa sulle transazioni finanziarie a livello europeo. Mario Monti comunica infatti che il suo "governo ha fatto un'apertura sulla tassazione delle transazioni finanziarie", non mancando di ricordare come questa non era certo "la posizione dell'Italia in precedenza", e sottolineando che "è necessario che i differenti Paesi non agiscano da soli nell'applicazione di questa tassa. Occorre una prospettiva europea su cui lavoriamo tutti". Alle ore 17.00 Mario Monti si recherà all'Eliseo per incontrare il presidente francese Nicolas Sarkozy, in vista anche dell'importante appuntamento di mercoledì con Angela Merkel. Arrivare al vertice con la cancelliera tedesca con in tasca una intesa con la Francia, infatti, potrebbe essere la carta vincente di Monti, soprattutto in merito ad alcune trattative poste sul tavolo ma ancora solo sulla carta.

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