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Monti ricorda Falcone: mafia e Stato? Allontanere ogni sospetto

Mario Monti ricorda Giovanni Falcone: "Gli apparati dello Stato devono essere lontani dal sospetto di prossimità con le organizzazioni mafiose".

Mario Monti interviene a Palermo affianco del ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri, nel giorno in cui sono attraccate nel porto del capoluogo siciliano le "navi della legalità" , per celebrare il ventesimo anniversario della strage di Capaci che ha visto la morte del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e di tre agenti della scorta.
Dopo aver sottolineato che "non c'è alcuna ragione di Stato che possa giustificare ritardi nell'accertamento dei fatti e delle responsabilità. L'unica ragion di Stato è la verità", Mario Monti precisa che "gli apparati dello Stato devono essere lontani dal sospetto di prossimità con le organizzazioni mafiose" e che "ci deve essere un impegno sempre più forte nella selezione dei rappresentanti da eleggere nei vari gradi di governo".
Nel Giardino della Memoria dove è stato inaugurato un monumento ai caduti nella lotta contro la mafia, il premier Mario Monti ricorda come il Parlamento abbia "recentemente varato una riorganizzazione della normativa antimafia", spiegando che anche se non è ancora completata, i lavori sono in uno "stato avanzato".
In conclusione, Mario Monti afferma che "da Giovanni Falcone, sua moglie e la scorta, dal loro sacrificio, da quegli uomini dobbiamo ripartire ogni giorno nella lotta senza quartiere a tutte le mafie" perché "ognuno di noi è chiamato a questo impegno". "Non dobbiamo pensare mai che le mafie siano imbattibili" specifica infine Monti", avvertendo che non è accettabile anteporre "gli interessi personali a quello della collettivita".

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