le notizie che fanno testo, dal 2010

Monti: pronti a dismettere patrimonio pubblico. Italia come Grecia

Mario Monti è talmente "responsabile" verso lo Stato, come testimonia il premio ricevuto a Berlino, da star per dismettere il nostro "patrimonio pubblico, sia immobiliare che mobiliare, anche del settore locale". Come già avvenuto in Grecia.

Quello che è successo in Grecia sta per avvenire anche qui in Italia, solo che la maggioranza degli italiani non sembra interessarsi al fatto che vi sarà una "prossima dismissione del patrimonio pubblico" come annuncia risoluto il presidente del Consiglio Mario Monti da Berlino, dove si trovava per ricevere il premio "Responsible leadership Award 2012" conferitogli dalla "European School of Management and Technology".
Monti è talmente "responsabile" verso lo Stato che il governo sta già "preparando la cessione di una quota dell'attivo del settore pubblico, sia immobiliare che mobiliare, anche del settore locale". E questo perché "il sistema italiano" pur non essendo "fragile" in toto, ha comunque "aspetti che sono più fragili di altri sistemi" tra cui "l'alto debito pubblico", precisando però che altri aspetti, invece, sono "più solidi che in altri sistemi".
Monti infatti sottolinea di non essere "sicuro" se tra il sistema bancario italiano e quello tedesco sia proprio il nostro ad essere meno solido, visto che l'Italia pur avendo "un elevato debito pubblico ha uno scarso debito privato".
"Le famiglie si sono poco indebitate per consumo rispetto ad altri Paesi" ricorda infatti Mario Monti, anche se qualcuno sembra pronto a scommettere che da qualche anno il Paese sta recuperando tale gap.
Mario Monti spiega poi la bontà che regna in Europa, rivelando di aver ricevuto persino "consigli paterni e qualche volta anche materni da parte di chi ci diceva di chiedere l'appoggio del Fondo salva Stati o del FMI". Ma il premier ha voluto dimostrare all'UE che l'Italia non ha invece "bisogno della protezione paralizzante di altri".
Dopo il vertice a Palazzo Chigi con PD, Pdl e Udc, d'altronde, anche i partiti di maggioranza si sono detti pronti a sottoscrivere una mozione comune sull'Europa, e forte di tale consenso Mario Monti ha infine chiesto un ulteriore slancio sulle riforme, come quella sul lavoro, da approvare al più presto.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: