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Monti non smentisce taglio Irpef a Ferragosto "per non amareggiare"

Mario Monti lascia l'illusione per il barbecue, ma l'indomani conferma la "graticola" della tassazione Irpef. Da Palazzo Chigi lo stesso Monti sembra spiegare, con dei passaggi in "politichese", che col "pareggio di bilancio" tutto si potrà fare. Forse addirittura ad Ottembre.

Se una volta erano le battute di Giulio Andreotti che, tutto sommato, spesso facevano sorridere, a vivacizzare la politica italiana, ora sono certamente "le uscite" di Mario Monti a far spesso digrignare i denti a molti. Direttamente da una nota di Palazzo Chigi il Presidente del Consiglio riporta in una nota una dichiarazione di se medesimo dal sapore quantomeno sarcastico: "La Repubblica del 15 agosto annunciava in prima pagina 'Monti studia il taglio dell'Irpef'. Non ho voluto smentire il giorno stesso, per non amareggiare il Ferragosto degli Italiani". Monti ha quindi volutamente lasciato nell'"illusione" gli italiani il giorno di Ferragosto i quali, prima di involgere i resti del barbecue nella prima pagina de La Repubblica, tiravano un sospiro di sollievo per il taglio dell'Irpef. Ma Monti è inflessibile nella sua "equità". Finita la grigliata, confermata la graticola delle tasse. La dura realtà "montiana" spazza via ogni illusione di diminuzione della pressione fiscale ribadendo nella nota: "Per serietà, devo però precisare che il governo non ha attualmente allo studio un provvedimento di questo genere. Il carico fiscale sulle persone fisiche e sulle imprese in Italia è senz'altro eccessivo, ma in questo momento l'attenzione per il riequilibrio della finanza pubblica non può essere allentata". Nel proseguo della dichiarazione, Monti, dimostrando di essere un talento interessante nello scrivere "tra le righe", sembra parlare a nuora perché suocera intenda: "Fin dall'inizio del suo mandato il governo, con il costante ed essenziale appoggio del Parlamento, pur avendo dovuto fronteggiare una grave emergenza, ha avviato riforme strutturali dell'economia e dello Stato che renderanno possibile conseguire un bilancio strutturalmente in pareggio (condizione per uno sviluppo economico e sociale sostenibile) pur con minori imposte". E se qualsiasi economista onesto ridacchia già amaramente sul "pareggio in bilancio", il politico esperto capirà quanto Mario Monti, nella chiosa del comunicato, si lancia in una perifrasi "oscura" e degna dei retori di provincia della Prima Repubblica: "Un fisco meno gravoso è una sacrosanta esigenza per i contribuenti onesti. Renderlo concretamente possibile, senza fare promesse irrealizzabili, è un obiettivo tra i più importanti per il governo. Ma prima che la politica di risanamento e di riforma venga consolidata, se possibile anche con radici che ne rendano probabile la prosecuzione con i governi che verranno, iniziare a distribuirne i benefici (ad esempio riducendo l'Irpef) sarebbe prematuro. Quando una tale prospettiva verrà delineata e sarà considerata credibile anche dai mercati, ipotesi di un minore carico fiscale saranno non solo auspicabili, ma concretamente realizzabili". La traduzione per alcuni, traslata in fiscalese, è, per quanto riguarda tasse, "fine pena mai".

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