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Monti: mio nome così "connotante". Ridurre tasse? Con cautela

Mario Monti spiega che non voleva far figurare il suo nome nella lista civica ma che alla fine è stata la scelta migliore visto che è così "connotante". Poi spiega il suo modo di "rivedere l'intera struttura fiscale" dell'Italia.

Mario Monti non si riposa neanche la domenica se in palio c'è Palazzo Chigi. E così, dopo l'annuncio del simbolo e i cinguettii su Twitter, ecco che anche oggi Mario Monti torna ad essere protagonista del dibattito politico pre-elettorale. A Sky Tg24 Mario Monti precisa, a chi ricorda che in passato aveva sempre lasciato indendere che non sarebbe salito in politica dopo l'esperienza del governo tecnico, che in realtà "non c'era alcun patto" con Pier Luigi Bersani, Pier Ferdinando Casini e Angelino Alfano. "Io stesso pensavo di non candidarmi - continua Monti - perché pensavo non necessario farlo. Ero ottimista sul fatto che il Paese continuasse di per sé nella direzione delle riforme ma ho visto molte preoccupazioni nell'economia italiana e all'estero". E così, per non far preoccupare nessuno, Monti ha scelto di diventare il leader di una coalizione che non osa definire di centro ma che si batte "per le riforme che trasformino l'Italia e contro quei nidi di conservazione che esistono sia a destra che a sinistra". In maniera particolare, il "conservatore" per eccellenza della sinistra sarebbe Nichi Vendola, lo stesso descritto dal The Times come "cattolico, comunista e gay". E Nichi Vendola, su Facebook, ribatte: "Giorgio Ruffolo diceva che per capire se una persona è di destra, basta sentirgli dire che non c'è più alcuna differenza tra destra e sinistra. Quello che da giorni, su ogni spazio radio-tv disponibile, ripete Mario Monti". Monti, per cercare di far svanire quei dubbi su una possibile allenza con Alfano, Casini e Bersani (prima e dopo le elezioni) chiarisce quindi che "la decisione" di metterci la faccia, e soprattutto il nome, la stava "covando prima e quel voto (del Pdl, ndr) mi ha rafforzato nel convincimento". Mario Monti, però, ci tiene a sottolineare che proprio non ci teneva a a far figurare il suo nome nella lista perché "non gli piace esporsi così" ma che alla fine ha optato per questa soluzione visto che è così "connotante". Mario Monti entra poi nel merito degli interventi che forse interessano più gli italiani, e cioè quelli che riguardano la pressione fiscale. La "scelta civile" di Monti è quella infatti di "rivedere l'intera struttura fiscale", precisando però che certamente non sarà fatta nei primi 100 giorni di un suo eventuale governo ma "in un arco di un po' di anni" e che se è vero che "le tasse vanno ridotte" questo abbassamento deve essere fatto "con cautela". Monti apre inoltre alla "possibilità" di ridurre l'Irpef e di congelare l'aumento al 22 per cento dell'IVA a luglio, e precisa che ciò sarà possibile solo se si ridurrà ancora di più la spesa pubblica. Infine, Mario Monti entra nel campo su cui ruota gran parte della campagna elettorale di Silvio Berlusconi, e cioè la questione IMU. "L'IMU è frutto del precedente governo di cui faceva parte Tremonti" sottolinea prima di tutto Mario Monti, non ricordandosi però che non era prevista per la prima casa. Monti comunque ammette che "L'IMU va comunque modificato ed il gettito va destinato maggiormente ai Comuni".

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